mons. Giuseppe Mani – Commento al Vangelo di domenica 12 aprile 2026

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Sul cammino di Emmaus

L’episodio di Emmaus è una delle pagine più celebri del vangelo. Ricordiamo i fatti. Da dove vengono i due discepoli? La sera del Venerdì Santo era finito l’incantesimo dell’amico che li aveva affascinati con la sua Parola e la sua persona fuori del comune. Con la sua maniera unica di parlare di Dio non poteva non essere il Messia.

È arrivata la Pasqua, la realtà ha ripreso il suo posto e devono continuare a vivere col vuoto del cuore. Tra la folla dei numerosi discepoli Luca ne sceglie due. Alcuni pensano che si trattasse di una coppia come alcune icone moderne li rappresentano. La tristezza e la mancanza di speranza dei discepoli possono essere la nostra, il loro ritorno alla gioia ci può aiutare a ritrovare la felicità. Gesù li raggiunge in incognito. Non gioca a nascondino con loro, ma Luca ci dice che “i loro occhi erano impediti a riconoscerlo”. Si tratta di una cecità di ordine spirituale. L’opera di Luca è orientata al tema della salvezza e la salvezza che dona la gioia: Maria che canta il “Magnificat”, i pastori che godono, Zaccheo che sceso dall’albero ospita Gesù in casa sua (“Oggi la salvezza è arrivata in questa casa”).

La scena di Emmaus comincia a scena oscura. I due discepoli sembrano dire a Dio “In Te hanno sperato i nostri Padri e tu li hai liberati, a te gridarono e tu li hai salvati, sperando in te non rimasero delusi” come per dire al loro compagno di viaggio, noi ci siamo sbagliati, abbiamo creduto per molto tempo!

Allora il Risorto entra in azione. Si mette a spiegare la Scrittura o piuttosto illumina gli ultimi fatti con la Scrittura. Offre loro una mirabile lezione di esegesi.

Papa Benedetto XVI nella esortazione apostolica “Verbum Domini” prende il testo di Emmaus come modello di come si spiegano le scritture. Spiega l’importanza della Parola di Dio collegata alla Pasqua di Cristo. Queste parole non sembrano ancora soddisfare i discepoli. Soltanto quando Gesù prese il pane, lo spezzò, diede la benedizione e lo diede. Noi dinanzi all’Eucarestia, in tutta la sua bellezza e la sua potenza di vita. L’Eucarestia sempre vissuta in legame con la Parola di Dio.

Papa Leone Magno associa gli occhi che si aprirono alla frazione del pane agli occhi che si aprirono ai progenitori dopo l’atto di disobbedienza. La Genesi ricorda l’atto di disobbedienza che consumò la rottura dell’uomo da Dio mentre Emmaus ricorda l’atto di obbedienza in cui i discepoli disperati ripresero nuova forza e una nuova gioia del cuore.

Nella nostra liturgia Eucaristica la frazione del pane segue la lettura delle Scritture: celebriamo così la nostra piena riconciliazione col sacramento della Nuova Creazione

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