Nicodemo è ancora lì. Non parla più, ma ascolta.
E Gesù questa volta non usa mezze parole.
Non è solo un maestro.
Non è solo uno che “parla bene di Dio”.
È il Figlio.
Colui che viene dall’alto.
Colui che possiede lo Spirito senza misura.
Colui che non ripete Dio… ma è uno con il Padre.
E qui il Vangelo diventa scomodo.
Perché non basta “capire” Gesù.
Non basta “apprezzarlo”.
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Non basta nemmeno “credere che esista”.
Gesù è chiaro:
chi gli obbedisce ha la vita.
Chi non gli obbedisce resta nella morte.
Non dice: chi lo studia.
Non dice: chi lo ammira.
Dice: chi gli obbedisce.
👉 In che misura io accolgo davvero lo Spirito di Gesù?
👉 E soprattutto: in che misura gli obbedisco?
Perché possiamo pregare…
possiamo fare opere buone…
possiamo anche parlare di Dio…
Ma se poi decido io cosa seguire e cosa no,
se prendo dal Vangelo solo ciò che mi piace,
se lo Spirito non cambia le mie scelte concrete…allora non sto obbedendo.
Sto solo adattando Dio a me.
E lo Spirito?
Lo Spirito non è un’emozione.
Non è un momento di preghiera intensa.
È una forza che ti sposta. Ti cambia. Ti contraddice.
Se lo accogli davvero,
non puoi più vivere come prima.
Nicodemo ascolta… nella notte.
E forse dentro di lui qualcosa si muove.
Ma la domanda resta per noi: Io voglio davvero essere guidato dallo Spirito…o solo consolato da Dio?
A cura di Sr Palmarita Guida fvt della Fraternità Vincenziana Tiberiade
