don Luigi Maria Epicoco – Commento al Vangelo del 7 Aprile 2026

- Pubblicità -

Vangelo del giorno di Gv 20,11-18

Ho visto il Signore e mi ha detto queste cose.
Dal Vangelo secondo Giovanni.

In quel tempo, Maria stava all’esterno, vicino al sepolcro, e piangeva. Mentre piangeva, si chinò verso il sepolcro e vide due angeli in bianche vesti, seduti l’uno dalla parte del capo e l’altro dei piedi, dove era stato posto il corpo di Gesù. Ed essi le dissero: «Donna, perché piangi?». Rispose loro: «Hanno portato via il mio Signore e non so dove l’hanno posto».
Detto questo, si voltò indietro e vide Gesù, in piedi; ma non sapeva che fosse Gesù. Le disse Gesù: «Donna, perché piangi? Chi cerchi?». Ella, pensando che fosse il custode del giardino, gli disse: «Signore, se l’hai portato via tu, dimmi dove l’hai posto e io andrò a prenderlo». Gesù le disse: «Maria!». Ella si voltò e gli disse in ebraico: «Rabbunì!» – che significa: «Maestro!». Gesù le disse: «Non mi trattenere, perché non sono ancora salito al Padre; ma va’ dai miei fratelli e di’ loro: “Salgo al Padre mio e Padre vostro, Dio mio e Dio vostro”».
Maria di Màgdala andò ad annunciare ai discepoli: «Ho visto il Signore!» e ciò che le aveva detto.

- Pubblicità -

Parola del Signore.

Maria stava all’esterno, vicino al sepolcro, e piangeva”.

È interessante come la Pasqua inizi sempre con un fraintendimento. Tutti sono convinti che ormai la storia e la vicenda di Gesù sia finita, ma invece quella fine è solo un nuovo inizio. Eppure tutti hanno solo gli occhi sulla fine.

C’è bisogno di tempo prima che capiscano che in quella fine c’è anche altro. Maria di Magdala è lì vicino al sepolcro vuoto. Non può ancora sapere che quel sepolcro vuoto rimarrà per sempre come il segno più tangibile della resurrezione di Gesù.

Per lei quel sepolcro vuoto è solo l’ennesimo capitolo di dolore nella grande tragedia di quei giorni terribili di passione. Eppure Maria di Magdala ci dà una lezione immensa: ella rimane lì davanti a quel vuoto. Non scappa, non edulcora quella esperienza tanto terribile.

Noi molto spesso non sopportiamo il vuoto, e pur di non sentirlo siamo disposti a riempirlo con qualunque cosa. L’esperienza più decisiva della vita spirituale è abitare il vuoto che tante volte si affaccia dentro il nostro cuore. Abitarlo con l’ostinazione dell’amore. Abitarlo come la Maddalena.

Ma non basta l’amore e il desiderio di questa donna, serve che accada qualcosa di imprevisto. È qui che entra in scena Gesù: “Detto questo, si voltò indietro e vide Gesù, in piedi; ma non sapeva che fosse Gesù. Le disse Gesù: «Donna, perché piangi? Chi cerchi?»”.

Già un’altra volta Gesù aveva fatto la medesima domanda. Era nel Getsemani e all’arrivo delle guardie domanda proprio “Chi cercate?”. L’esperienza di fede è l’esperienza di lasciarci raggiungere da questa grande domanda: chi cerchi veramente?

- Pubblicità -

Infatti si può ricercare la fede solo come un modo per trovare noi stessi. Ma la fede vera è quando ti accorgi che esiste qualcosa di più interessante di te stesso, e questo è Dio. La Maddalena non sta pensando a sé, sta pensando a Gesù e proprio per questo Gesù può parlarle rivelandole chi è veramente.

E non servono effetti speciali, basta solo che Egli pronunci il suo nome: “Gesù le disse: «Maria!». Ella si voltò e gli gli disse in ebraico: «Rabbunì!»”.

Fonte

Altri Articoli
Related

Paolo Curtaz – Commento al Vangelo del 7 Aprile 2026

Ho visto il Signore e mi ha detto queste...

Giovani di Parola – Commento al Vangelo del 5 aprile 2026

La gioia della Pasqua è così grande che tutta...

p. Luca Arzenton – Commento al Vangelo di oggi, 6 aprile 2026

NON TEMERE! GESÙ È RISORTO! (Mt 28,8-15) https://youtu.be/VBfn21oJGiM Nel Vangelo di...

Don Antonio Mancuso – Commento al Vangelo del 6 aprile 2026

Non temete. Non temere… non avere paura. Che belle...