Il brano del Vangelo di Matteo ci porta al sepolcro che ha sconvolto la vita di alcune persone e la creazione stessa. Ci sono due donne, Maria di Magdala e l’altra Maria che vanno a visitare la tomba: vanno a compiere l’ultimo gesto di pietà e amore, ossia ungere il corpo di Gesù e prepararlo per la sepoltura. Vanno all’alba, un tempo che sta tra l’oscurità della notte e lo splendore del giorno. Il Vangelo di Matteo non ci racconta come Gesù è risorto. L’angelo annuncia alle donne: “Voi cercate Gesù il crocifisso. Non è qui. È risorto dai morti e vi precede in Galilea”.
Gesù è morto veramente come ogni essere umano, ed è stato risvegliato dal Padre. Non si è risvegliato, ma è stato Dio Padre a svegliarlo dalla morte. E le donne possono realmente vederlo, toccarlo, sentirlo, parlargli: è proprio lui il crocifisso che hanno visto terribilmente morire sotto la croce, ma che prima di andare al Getsemani aveva detto: “Questa notte per tutti voi sarò motivo di scandalo, Ma dopo che sarò risorto, vi precederò in Galilea”.La risurrezio
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ne è opera di Dio creatore, signore della storia e Dio della vita. E le donne, prime testimoni sono prese allo stesso tempo da paura e gioia: “Abbandonato in fretta il sepolcro, con timore e gioia grande, le donne corsero a dare l’annuncio ai discepoli”. Provano timore come davanti a qualcosa che non riescono a controllare e capire, e allo stesso tempo gioia immensa, perché la pesante pietra della morte, del pianto, del lutto diventa improvvisamente leggera, sollevata per sempre. Colui che è morto è ritornato incredibilmente in vita, è stato risvegliato. E in fretta corrono ad annunciare ai discepoli questa gioia, a loro ancora chiusi nel dolore, nel silenzio del Sabato Santo.
Noi siamo qui oggi e ci professiamo cristiani, semplicemente perché quell’alba riguarda anche noi. Non ci viene risparmiata la morte, la sofferenza, il pianto, la malattia. Ognuno di noi conosce e vive il Venerdì Santo, o il silenzio muto del sabato. Ma, come quell’alba del primo giorno dopo il sabato, le donne corrono incontro a noi, discepoli di Gesù, per annunciarci non solo che Gesù è vivo per sempre, ma che è il primo di ogni vivente, e chi muore non muore per sempre ma vive per sempre in Dio. E ci sarà per ciascuno di noi quel primo giorno dopo il sabato che non terminerà mai, in cui il pianto sarà trasformato in gioia incredibile, perché tutti risorgeremo in Cristo.
Per Riflettere
C’è un segno della presenza di Gesù che attira il mio cuore, come il suo sepolcro ha attirato le donne?
FONTE: Ascolta e Medita – Centro Pastorale per l’Evangelizzazione e la Catechesi
