Card. Angelo Comastri – Commento al Vangelo del 29 marzo 2026

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Il vero forte è colui che da’ la vita

Commento al Vangelo a cura del Card. Angelo Comastri – Vicario Emerito di Sua Santità per la Città del Vaticano – Arciprete Emerito della Basilica Papale di San Pietro.

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Domenica delle Palme: Il vero forte è colui che dà la vita

Con la celebrazione odierna entriamo nella Settimana Santa, definita dal Cardinale Angelo Comastri come la più grande e decisiva della storia umana. È il tempo in cui facciamo memoria del gesto d’amore supremo: la crocifissione, da cui sboccia la vittoria della risurrezione.

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In questo commento, il Cardinale ci invita a riflettere su un dettaglio fondamentale dell’ingresso di Gesù a Gerusalemme: Egli non cavalca un superbo cavallo, simbolo dei regni di questo mondo, ma un umile e mansueto asinello. Questa scelta profetica ci rivela come regna Dio: non con la forza del potere o dell’orgoglio, ma con quella dell’umiltà e della bontà.

Il cuore del messaggio di oggi è una sfida alla nostra mentalità comune: “Il vero forte è colui che dà la vita”.

Secondo la riflessione del Cardinale Comastri:

  • La vera forza che può cambiare il mondo è la bontà.
  • Il vero forte è l’uomo che ha vinto la violenza dentro di sé e ha soggiogato il nemico dell’orgoglio.
  • Il vero forte è colui che perdona e non colui che si vendica.

Dio vince inserendo un atto d’amore dentro la trama dei nostri odi e delle nostre cattiverie. Prepariamoci a ripercorrere questa via trionfale insieme a Gesù, chiedendo con forza: “Signore, aumenta la nostra fede”. Anche se l’incredulità affiora come tentazione, ricordiamoci che ogni parola di Gesù è vera e avrà il suo compimento.

Buon cammino verso la Pasqua.

Trascrizione del video

Sia lodato Gesù Cristo! Domenica delle Palme. Con questo messaggio: “Il vero forte è colui che dà la vita”. Oggi riviviamo la gioia della gente di Gerusalemme che accolse Gesù gridando: “Benedetto colui che viene nel nome del Signore! Osanna al figlio di Davide! Osanna al nostro re!”.

Però, nell’entusiasmo di quel giorno, pochi notarono un fatto fondamentale: Gesù entrava in città non cavalcando un superbo cavallo, come facevano i regni di questo mondo, ma cavalcando un umile e mansueto asinello, come aveva profetizzato Zaccaria molti secoli prima. Egli aveva detto: “Esulta grandemente, figlia di Sion! Giubila, figlia di Gerusalemme! Ecco, a te viene il tuo re. Egli è giusto, vittorioso e umile; cavalca un asinello”.

Cioè: Dio regna. Nessuno può togliere il trono a Dio. Certamente Dio trionferà su ogni cattiveria umana e su ogni orgoglio umano, e nessuno potrà fermarlo. Certamente la vittoria su ogni espressione del male spetta a Dio e nessuno potrà togliere questa vittoria. Però ecco la grande domanda: come vince Dio? Con quale forza Dio affronta il male e lo sconfigge?,

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Qui sta tutta la novità cristiana. Per capirla, osserviamo attentamente il comportamento di Gesù. Gesù respinge Satana quando gli propone la strada del potere, la strada della forza, la strada dell’orgoglio per conquistare il mondo. La risposta di Gesù è netta: “Va’ via, Satana!”, perché Dio non vince così. Gesù ugualmente fugge quando, dopo la moltiplicazione dei pani, la folla entusiasta lo cercava per proclamarlo re. Gesù non cavalca l’entusiasmo superficiale della folla; Dio non vince così, ma vince con la forza dell’umiltà e della bontà. Non vince come i fasulli potenti di questo mondo.

Gesù, infine, rimprovera severamente Pietro quando egli tenta di distoglierlo dalla strada che va a Gerusalemme, la strada che va verso il Calvario, la strada che va verso la croce, cioè verso il gesto supremo dell’amore. Perché questa è la croce: Dio infatti vince così. È impressionante, ma questo è il cuore del cristianesimo: Dio vince quando può collocare, dentro la perversa trama dei nostri odi e delle nostre cattiverie, un atto di amore. Perché l’amore è la forza di Dio, l’amore è l’onnipotenza di Dio.,

Afferriamo subito questa verità: è una notizia che per noi deve diventare norma di vita. Gesù con la sua passione ci ha insegnato che la grande forza che può cambiare il mondo è la bontà.

Il vero forte, pertanto, è l’uomo buono.

  • Il vero forte è quello che ha vinto la violenza dentro di sé.
  • Il vero forte è colui che ha soggiogato il grande nemico dell’uomo, che è l’orgoglio.
  • Il vero forte è colui che perdona, non colui che si vendica.
  • Il vero forte è colui che dà la vita, non colui che la toglie.

E noi siamo certi che la storia va verso il trionfo dei buoni, il trionfo dei miti, dei puri di cuore, dei misericordiosi, perché questa è la via trionfale percorsa da Gesù. E noi vogliamo percorrerla con Lui. Non è facile, non è semplice, perché l’incredulità sempre riaffiora anche dentro di noi come tentazione che ci contrappone alla via di Dio.

Riferisce l’evangelista Luca che a Gerusalemme, nel giorno delle Palme, alcuni farisei che assistevano all’entusiasmo della folla e sentivano il grido di coloro che acclamavano Gesù come re, si rivolsero a Lui con una certa stizza e gli dissero: “Maestro, rimprovera i tuoi discepoli! Impedisci che ti chiamino re!”. Non avevano capito niente delle scelte di Dio, non avevano capito niente, soprattutto, riguardo alla via della regalità di Gesù. E Gesù risponde loro: “Vi dico che, se costoro taceranno, grideranno le pietre”.,

In quel momento forse nessuno capì il senso delle parole di Gesù, ma oggi, se andate a Gerusalemme, potete vedere le pietre del tempio distrutto come aveva predetto Gesù. Quelle pietre gridano e dicono a chi vuol sentire: ogni parola di Gesù è vera e avrà puntuale compimento.

Sulla soglia della Settimana Santa, con tutto il nostro cuore, preghiamo instancabilmente: “Gesù, aumenta la nostra fede! Illuminaci della fede”. Prepariamoci a ripercorrere la più grande e decisiva settimana della storia umana, la settimana che ricorda il più grande gesto di amore: la crocifissione. Di conseguenza, ricorda la vittoria della risurrezione che sboccia dal gesto di amore della croce. Non dimentichiamolo: la risurrezione è conseguenza del gesto di amore della croce. Potessimo capirlo!,