Il brano di Luca si presenta come una contemplazione, adorazione e ringraziamento del mistero dell’Incarnazione. Maria entra nella storia e traccia il primo passo: l’“arte dell’ascolto”, rivolto ad un messaggero di Dio.
L’angelo Gabriele, presentandosi a Maria la chiama col nuovo nome di “piena di grazia”, non solo per mettere in risalto la sua bellezza e la sua amabilità fisica e morale, ma soprattutto per rivelarle la trasformazione interiore, spirituale, che Dio ha già compiuto in lei.
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“A quelle parole Maria fu molto turbata”. Un attimo di smarrimento: Maria domanda il senso e fa emergere uno dei suoi tratti caratteristici, che è l’interiore confrontarsi con la Parola. Porre domande è stare davanti al Signore con dignità: accetto il mistero, ma uso anche la mia intelligenza. Così Maria diventa l’immagine della Chiesa che riflette sulla Parola di Dio e ne custodisce il dono nella sua memoria.
“Come avverrà questo, poiché non conosco uomo?”. Ciò si realizzerà per la potenza dell’Altissimo (1, 35). “Lo spirito Santo ti coprirà con la sua ombra”. La potenza si fa ombra. L’Altissimo si vela di carne ed entra nel grembo di Maria. Nel buio di un grembo e del turbamento sta la luce della vita.
“Ecco la serva del Signore”. È l’obbedienza di Maria ad aprire la porta a Dio. Lo Spirito crea in lei il Bambino attraverso la porta della sua obbedienza. La risposta senza riserve è sì. Oggi ancora l’angelo ripete a me, a te, a noi tre parole essenziali: “Non temere, verrà il Signore e ti riempirà la vita”.
Per Riflettere
Quando contempliamo questa scena la Vergine vuole che noi ci lasciamo sorprendere insieme a lei. Contemplando la nostra madre Immacolata, così bella, purissima, umile, senza alcuna superbia né presunzione, possiamo riconoscere il nostro vero destino, la nostra vocazione più profonda: essere amati, essere trasformati dall’amore, dalla bellezza di Dio. Dio ha rivolto il suo sguardo d’amore su ciascuno di noi, con il nostro nome e cognome. Questo è il suo progetto di amore per noi: che in ciascuno di noi nasca Cristo, affinché tutto sia come intriso di Cristo, permeato della divinità. Dio ci sorprende sempre, rompe i nostri schemi, mette in crisi i nostri progetti e ci dice: fidati di me, non aver paura, lasciati sorprendere, esci da te stesso e seguimi. Non ci chiede cose straordinarie. Soltanto, ci chiede di ascoltare la sua parola e che ci fidiamo di Lui. In modo che ogni giorno sia una Annunciazione, con Maria.
FONTE: Ascolta e Medita – Centro Pastorale per l’Evangelizzazione e la Catechesi
