Sicuramente sarà capitato anche a voi qualcosa di simile. Quando chiediamo aiuto, quando preghiamo, quando speriamo… e sembra che tutto resti fermo.
È l’esperienza dell’attesa, e spesso anche della delusione.
Nel Vangelo della risurrezione di Lazzaro, Marta e Maria mandano a dire a Gesù: “Colui che ami è malato”. Eppure Gesù non parte subito. Rimane dov’è. E Lazzaro muore. A prima vista sembra un ritardo incomprensibile, quasi un’assenza.
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Quante volte anche noi viviamo così: preghiamo, chiediamo, speriamo… e Dio sembra non intervenire.
Ma quando Gesù arriva, non trova solo una malattia: trova una morte. E lì accade qualcosa di più grande. Gesù non guarisce soltanto: Gesù fa risorgere.
Questo Vangelo ci aiuta a capire che Dio non è in ritardo: sta lavorando in profondità. Anche quando tutto sembra fermo, Lui non è assente. Sta preparando qualcosa che va oltre ciò che noi immaginiamo.
Marta, nel dialogo con Gesù, compie il passo decisivo: “Io credo che tu sei il Cristo, il Figlio di Dio”. Non capisce tutto, non ha risposte a tutto, ma si fida.
Anche noi, nelle nostre fatiche quotidiane, nelle attese che sembrano inutili, nelle situazioni che non cambiano, siamo invitati a questo: continuare a fidarci. Perché Dio non si limita a sistemare le cose: sa far rinascere la vita proprio dove pensavamo fosse finita.
E allora oggi ti chiedo: credi che anche nella tua situazione, proprio lì dove senti odore di sconfitta, Dio può ancora aprire una strada?
Se restiamo con Gesù, la pietra prima o poi si sposta. E la vita si rimette in piedi.
