LE PAROLE CAMBIANO IL MONDO
Gv 7,40-53
Bellissima l’autodifesa
delle guardie:
Non l’abbiamo arrestato perchè nessuno
ha mai parlato come lui!
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Non è soltanto ammirazione.
Gesù, nessuno come lui,
uomo libero come nessuno,
realizzato,
compiuto,
ha già contagiato le guardie.
Che trovano il coraggio
e la libertà di opporsi
a ordini che sentono
sbagliati.
Non credete a chi dice
che le parole
sono soltanto parole:
le parole edificano mondi, fanno nascere sogni, trasmettono gioia.
Se dici: io ti amo,
succede molto di più
che una semplice
onda sonora
che si sposta nell’aria.
Le parole hanno il potere
di penetrare la carne,
fecondarla,
renderla gravida
di vita.
Le parole cambiano il mondo.
Nessuno ha mai parlato così:
Parlava della vita
con parole proprie
della vita,
non con teorie astratte.
Non usava mai frasi fatte.
Nei suoi discorsi c’erano
pani, ulivi, pesci, agnelli,
il lago, vedove, profumo,
prendeva le cose piccole
della vita e nascevano
parabole infinite
e fiorivano cieli popolati
da angeli e
da pubblicani in festa.
Ascoltarlo era rimanere accesi,
come i due camminatori
di Emmaus:
non ci bruciava
forse il cuore
lungo la strada
mentre ci parlava?
E forse non capivano
granché,
ma c’era un calore,
una lucentezza,
una profondità
che toglieva il fiato,
scaldava la vita.
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Lui era diritto e caldo
come un raggio di sole:
sì sì, no no.
Gesù parlava dell’amore
con amore.
Era un uomo felice,
perché ricco di immaginazione,
lo vediamo dalle parabole indimenticabili che inventa.
Era un uomo felice
perché non gli interessava
indottrinare nessuno,
voleva i suoi
pensatori e poeti
della vita.
E perfino le guardie.
Era uomo talmente pieno
e realizzato,
che i suoi discepoli dissero:
un uomo così
non può essere che Dio.
Per gentile concessione di p. Ermes, fonte.
