Paolo Curtaz – Commento al Vangelo del 18 Marzo 2026

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Vangelo del giorno di Gv 5,17-30

Come il Padre risuscita i morti e dà la vita, così anche il Figlio dà la vita a chi egli vuole.
Dal Vangelo secondo Giovanni

In quel tempo, Gesù disse ai Giudei: «Il Padre mio agisce anche ora e anch’io agisco». Per questo i Giudei cercavano ancor più di ucciderlo, perché non soltanto violava il sabato, ma chiamava Dio suo Padre, facendosi uguale a Dio.
Gesù riprese a parlare e disse loro: «In verità, in verità io vi dico: il Figlio da se stesso non può fare nulla, se non ciò che vede fare dal Padre; quello che egli fa, anche il Figlio lo fa allo stesso modo. Il Padre infatti ama il Figlio, gli manifesta tutto quello che fa e gli manifesterà opere ancora più grandi di queste, perché voi ne siate meravigliati.
Come il Padre risuscita i morti e dà la vita, così anche il Figlio dà la vita a chi egli vuole. Il Padre infatti non giudica nessuno, ma ha dato ogni giudizio al Figlio, perché tutti onorino il Figlio come onorano il Padre. Chi non onora il Figlio, non onora il Padre che lo ha mandato.
In verità, in verità io vi dico: chi ascolta la mia parola e crede a colui che mi ha mandato, ha la vita eterna e non va incontro al giudizio, ma è passato dalla morte alla vita. In verità, in verità io vi dico: viene l’ora – ed è questa – in cui i morti udranno la voce del Figlio di Dio e quelli che l’avranno ascoltata, vivranno.
Come infatti il Padre ha la vita in se stesso, così ha concesso anche al Figlio di avere la vita in se stesso, e gli ha dato il potere di giudicare, perché è Figlio dell’uomo. Non meravigliatevi di questo: viene l’ora in cui tutti coloro che sono nei sepolcri udranno la sua voce e usciranno, quanti fecero il bene per una risurrezione di vita e quanti fecero il male per una risurrezione di condanna.
Da me, io non posso fare nulla. Giudico secondo quello che ascolto e il mio giudizio è giusto, perché non cerco la mia volontà, ma la volontà di colui che mi ha mandato.

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Parola del Signore.

Più chiaro di così si muore, siamo seri. Giovanni afferma senza ombra di dubbio che la ragione della morte di Gesù, il suo peccato imperdonabile agli occhi dei giudei, è quello di prendersi per Dio. Perché non soltanto viola il sabato ma chiama Dio suo Padre, facendosi uguale a Dio.

Giovanni e la sua comunità, quindi, sono certi di quanto affermano: non i miracoli, non la predicazione, non la libertà creativa nell’interpretare i precetti lo hanno condotto alla morte, ma alla sua pretesa di essere Dio.

Ora, come dico spesso, o Gesù è uno psicopatico da ricovero, uno di quelli che si prende per Dio, appunto, oppure è ciò che dice di essere.

Saranno poi le prime comunità cristiane, sostenute e illuminate dalla potenza dello Spirito, a capire in che modo Gesù è Dio, quale il rapporto con lui, quale l’identità profonda di Dio che si manifesta come comunione trinitaria.

Perciò le parole che pronuncia Gesù non sono parole solo edificanti di un grande uomo spirituale. Ma le parole stesse che Dio pronuncia.

E, nel Vangelo di oggi, ci manifesta il pensiero di Dio: il Padre rivela a lui, Gesù, suo Figlio, il suo pensiero, il potere di vivificare, di dare vita nuova, di valutare e giudicare la realtà nella logica dell’amore del Padre.

Ascoltare, quindi, le parole del Maestro Gesù significa condividere la vita eterna, cioè la vita di Dio, l’Eterno. Parola che ha la capacità di resuscitare.

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Nel giudizio definitivo e finale, capiranno poi le prime comunità, ma anche nel presente, quando siamo sprofondati in una qualunque esperienza mortifera e mortificante.

Sì: Gesù, Figlio di Dio, presenza stessa di Dio, tutto orientato al Padre, desideroso di fare la sua volontà, è colui che proferisce la Parola stessa di Dio e dona lo Spirito senza misura.

Questa è la nostra fede, perciò meditiamo ogni giorno la sua Parola, per conoscere chi è Dio, che fa, cosa pensa, cosa vuole. E convertirci passando dal Dio che portiamo nella nostra mente, spesso piccino, a quello autentico che Gesù è venuto a rivelare.

+++Commento di Paolo Curtaz tratto, per gentile concessione, dal libretto Amen, la Parola che salva.+++

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