Avvolta in abiti orientali, un viso dolcissimo, avanzava lentamente con la maestà di una principessa. Un’anfora sulle spalle, portata con elegante leggerezza, la definiva subito: era la Samaritana. Blessy, una ragazza filippina aveva accolto volentieri questo impegno. Mentre Son, seminarista vietnamita, l’accompagnava con la musica di un flauto traverso. Il sapore orientale era tutto lì, in quei passi lenti e in quelle note. “Mi sembrava di essere proprio in Samaria!” vi confesserà, poi, Pina, ancora piena di emozione.
La Samaritana era sbucata di sorpresa alle spalle dell’assemblea domenicale di s.Agostino (Reggio Calabria), per percorrere calmamente tutta la navata centrale e sedersi ai piedi dell’altare, accanto ad un pozzo. Preparato nottetempo, infatti, questo era spuntato come un fungo da terra, tra sassi, decori e piante grasse. “Anche i bambini – vi dirà Enza – rimanevano conquistati, incantati dalla magia della scena”.
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Mentre scorreva, poi, il racconto del Vangelo… Gesù, Parola viva, iniziava il dialogo con la donna Samaritana, rompendo per primo il silenzio. I loro sguardi si incrociano, i loro cuori entrano in sintonia. La Samaritana si fa ascolto. Sofferenza e umiliazione erano state fin qui sue compagne, ma ora si sente finalmente amata. A lei, donna straniera e di un’altro credo, il Messia dona l’acqua che disseta. Una sorgente, in lei ormai inaridita, ricomincia a sgorgare… si fa speranza e sorprendente energia missionaria.
La celebrazione si conclude, infine, mentre tutta l’assemblea si raccoglie in preghiera ai piedi della statua di Maria, la più umile ed eccelsa tra le donne. Proprio oggi, infatti, domenica 8 marzo, queste festeggiano la loro grande Giornata. Sopraggiunge, poi, la nostra Samaritana. Ed è per offrire un enorme bouquet di mimosa alla Madonna. Il pensiero corre alle donne del nostro tempo, fragili, maltrattate e vittime di violenza, assetate di rispetto e dignità.
Al canto finale, uscendo, ai fedeli sono distribuite frasi del vangelo in bocca a Gesù, preparate dai ragazzi della catechesi. Come a dissetare ad uno ad uno ogni discepolo con un’acqua viva: la Sua parola. Alle donne, evidentemente, anche un rametto di mimosa, benedetta dallo sguardo di Maria. Questo strappa spontaneo, così, il loro sorriso… Sì, l’attesa della Pasqua apre sentieri di speranza davanti ad ognuno.
( Anna Catalano)
