Il Vangelo di questa terza domenica di Quaresima rientra nel contesto nuziale dei “segni” e presenta il dialogo tra Gesù e una donna samaritana, che avviene nel territorio di Samaria – «il luogo degli avversari, oppositori dei giudei, coloro che si erano rifugiati dopo essersi macchiati di crimini, gente che aveva iniziato un culto diverso dal tempio: non i perfetti, ma l’umanità, così com’è» (E. Castellucci) -, presso un pozzo denominato «di Giacobbe».
Mi ha sempre affascinato questo brano evangelico per due motivi: il primo, perché vi trovo uno scorcio sull’iniziativa gratuita di Dio verso di noi, segno della Sua libertà; il secondo, perché nella sete di Gesù emerge il suo desiderio di vedere compiuta l’opera di salvezza.
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Gesù è «affaticato per il viaggio» e ha sete, in un’ora bruciata dal sole. Nella stanchezza di Gesù ritrovo le stanchezze di quanti affrontano i “viaggi della speranza”, le stanchezze di coloro che promuovono una cultura della legalità in un sistema sporcato dalla corruzione, le stanchezze di chi “perde” la propria vita per “ritrovarla” nella pratica della carità.
«Dammi da bere» (Gv 4,7) – che assomiglia a una delle sette parole pronunciate da Gesù sulla croce: «Ho sete» (Gv 19,28) – apre ad una relazione: Gesù desidera incontrare quella donna, non per giudicarla o etichettarla, ma per tenderle la mano, ascoltare i palpiti di quel cuore assetato di Amore. Di cosa ha sete, Gesù? Ha sete di me, di te, della mia e della tua fede, del mio e del tuo ‘sì’.
Madre Teresa di Calcutta si è lasciata provocare da questo grido di Gesù: e ha vissuto tutta la sua vocazione dissetando la sete del Cuore di Gesù in quella dei più poveri tra i poveri! Contagiati dalla sua luminosa testimonianza, camminiamo per le strade del mondo offrendo l’acqua della Parola del Signore per dissetare chi ha sete di vita e verità.
Preghiera
Signore, fa’ che dal pozzo della mia vita possa regalare l’acqua fresca della Tua Parola!
Domande per noi…
1. Nella mia stanchezza rischio di mollare tutto, o custodisco la certezza che solo Gesù può offrirmi un’oasi di ristoro?
2. Ho il coraggio di lasciare la mia anfora per vivere la vita nuova dei figli di Dio?
Chi è don Nicola
Don Nicola Galante è un presbitero dell’arcidiocesi di Capua, parroco, cappellano volontario in alcuni luoghi di cura e direttore dell’Ufficio diocesano per la Pastorale della salute.
