p. Ermes Ronchi – Commento al Vangelo di martedì 2 marzo 2026

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VOI SIETE TUTTI FRATELLI

Questo Vangelo brucia le labbra di tutti coloro che dicono e non fanno.
Ed evidenzia due questioni di fondo, che chiunque desideri una vita che sia autentica deve affrontare.

La prima:
essere o apparire.

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La seconda:
l’amore per il potere.

Esame duro, perché nessuno può dirsi esente dall’incoerenza
tra il dire e il fare
.

Che il Vangelo sia un progetto troppo esigente, quasi inarrivabile? No!

Gesù non va contro
le cadute di chi vorrebbe ma non ce la fa, bensì contro l’ipocrisia
di chi fa finta
.

Sa bene quanto siamo deboli, sente la nostra fatica, e i profeti
lo dipingono premuroso come il vasaio che non butta il vaso mal riuscito, ma rimette l’argilla sul tornio e la lavora di nuovo
.

Premuroso come il pastore che prende sulle spalle la pecora ritrovata, perché sia più lieve il ritorno.

Sempre attento alle fragilità, come al pozzo di Sicar, quando nella samaritana dai molti amori e dalla grande sete, fa nascere il canto di una sorgente d’acqua viva.

Gesù non si scaglia
contro la debolezza
dei piccoli,
ma contro l’ipocrisia
dei pii e dei potenti,
che amano apparire
;
contro l’ipocrita che non si accontenta di essere peccatore, vuole addirittura apparire buono;

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contro il duro di cuore
che stila leggi sempre
più severe,
ma soltanto per gli altri.

E poi individua il secondo comportamento che rovina la vita:
l’amore per il potere.

Non fatevi chiamare maestro, dottore, padre, come se foste superiori agli altri.

Voi siete tutti fratelli!

E questo è un primo grande capovolgimento: tutti fratelli,
nessuno superiore,
tutti con gli stessi diritti
.

Ma a Gesù questo non basta,
e va oltre:
il più grande tra voi sarà
colui che serve
.

I grandi del mondo
si costruiscono
troni di morti,
ma Dio non ha troni,
cinge un asciugamano
per consolare tutte
le ferite della terra
.

E se una gerarchia nella chiesa deve sussistere,
sarà capovolta rispetto alle norme della società terrena, per affidare
la comunità a colui
che ama di più
.

Dio non è il Signore della vita,
è molto di più:
è il servo di ogni vita.
E rovescia la nostra idea
di grandezza: il più forte
non è chi ha più potere
ma chi è più amato,
chi ha speso più amore
.

Divina follia del servizio:
sono venuto per servire,
non per essere servito
”.

Gesù è la novità di un Dio che non tiene il mondo
ai suoi piedi,
è Lui invece ai piedi di tutti:
il grande servitore
.

Il vero potere è quello capace di servire.

Servizio è il nome nuovo,
il nome segreto della civiltà
.

E allora
il più grande del nostro mondo sarà forse
una mamma che si prodiga senza contare
le ore e la fatica,

un volontario che corre
sotto le bombe
per salvare qualcuno
,

o forse uno di voi
che legge, che spesso è
le gambe, gli occhi,
l’angelo di un disabile
.

Il mondo ha bisogno di molta cura per vivere e fiorire.

Per gentile concessione di p. Ermes, fonte.

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