Con gli occhi del Risorto
Gesù porta tre dei suoi sul Monte Tabor e si trasfigura davanti a loro. Essi possono contemplarlo nella luce e nella gloria della risurrezione e questo dona loro “occhi nuovi” attraverso cui vedere “oltre la figura”, cioè oltre l’apparenza, oltre le cose così come si presentano.
Anche noi siamo chiamati a questa esperienza, distaccandoci dalla pianura del pensare comune e dei semplici criteri di questo mondo, per imparare a guardare noi stessi, gli altri, la realtà, la vita in modo trans-figurato: scoprire così la presenza di Dio nella sua apparente assenza, l’opportunità nascosta nelle crisi e nelle fragilità, l’opera di Dio che germoglia anche nelle situazioni che sembrano fallimentari, la vittoria del bene anche quando sembra trionfare il male.
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Così la nostra vita procede con il Cristo al centro: Lui è in mezzo alla nostra cieca alternanza di vittorie e sconfitte, spingendo il nostro cammino fino al giorno ultimo, giorno in cui saremo trasfigurati con Lui per sempre.
