L’episodio della Trasfigurazione, attestato dai tre Vangeli Sinottici, traccia una segnaletica ben precisa da seguire in questo tempo di Quaresima: quel Gesù, che Pietro ha confessato come il Cristo, è veramente il Figlio di Dio, sul cui volto possiamo contemplare l’amore misericordioso del Padre!
“Su un alto monte” Gesù “viene trasfigurato” (da Dio), cioè si è mostrato in altra forma (metemorphóthe): mi piace cogliere in quella luce che s’irradia dal volto di Gesù una provvista di speranza per i nostri cuori, spesso affranti e delusi, e la rivelazione del senso di ogni umana sofferenza!
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Insieme a Pietro, Giacomo e Giovanni, siamo invitati a vivere un’esperienza indifferibile: quella della trasformazione interiore, per incominciare a vedere la realtà non a mo’ di “realista ingenuo”, ma con gli occhi del cuore, scrutando in essa la presenza di Dio. Sant’Agostino diceva: «Ciò che per gli occhi del corpo è il sole che vediamo, lo è [Cristo] per gli occhi del cuore» (Sermo 78,2).
Su quel Gesù – che si trova al centro tra Mosè (simbolo della Legge) ed Elia (simbolo dei Profeti) – il Padre accende un riflettore: quel Gesù è il Compimento di tutte le promesse antiche! Ed è lui che noi dobbiamo ascoltare perché la nostra vita venga “trasfigurata”!
Oggi lasciamo che Gesù tocchi le nostre paure e fragilità! “Alzatevi e non abbiate paura!”. Penso a tanti ammalati sparsi nel mondo: dalle “cattedre della sofferenza” sale a Dio non solo il grido di dolore o di lamento, ma anche un atto di offerta del proprio dolore che, unito a quello di Gesù, è capace di continuare la redenzione del mondo.
Preghiera
Guariscimi dalla seduzione delle apparenze per puntare alla Verità!
Domande per noi…
Mi metto in ascolto di Gesù leggendo il Vangelo?
Qual è il monte sul quale vivo la mia esperienza interiore?
Chi è don Nicola
Don Nicola Galante è un presbitero dell’arcidiocesi di Capua, parroco, cappellano volontario in alcuni luoghi di cura e direttore dell’Ufficio diocesano per la Pastorale della salute.
