Per cogliere l’insegnamento dal vangelo di oggi dobbiamo comprendere bene in significato delle tre tentazioni per noi, oggi.
Ognuno di noi sperimenta la tentazione… la prova… la fatica. Nessuno è escluso. Possiamo essere credenti da tanto tempo… possiamo essere adulti o grandi frequentatori delle chiese, della preghiera e dei sacramenti ma nessuno è escluso dalla tentazione.
- Pubblicità -
E conoscere le tentazioni è importante perché più si conosce il nemico più si è in grado di difendersi da lui!
La prima tentazione è il rischio di trasformare tutto in “pane” cioè in cibo, in piacere, in utilità. Cioè ragionare pensando: se questa cosa o persona non mi serve (non è pane!)… se questa persona o persona non mi è utile (non è pane!) allora la butto, non ci perdo tempo. Ma la vita non è fatta solo di cose convenienti… la vita è fatta di incontri… relazioni…. situazioni… e ovviamente di Parola di Dio che, a volte, sono pesanti da digerire perché correggono, perché ci costringono a guardarci dentro con verità. Non tutto quello che fa piacere o è nei nostri gusti fa crescere… a volte per crescere occorre anche mangiare cibi nutrienti ma non sempre piacevoli come i cibi spazzatura che sembrano buoni ma fanno male!
La seconda tentazione, invece, ci fa capire che il fatto di credere in Dio… di avere una relazione con Lui non significa che non ci accadrà mai nulla di male. A volte, infatti, quando ci accade qualcosa di difficile o sofferente subito pensiamo: ma perché è successo a me? io che mi comporto bene… che prego… che vado a messa… che mi sforzo di fare quello che mi chiede Dio. Insomma, ragioniamo come se Dio fosse un porta fortuna, uno scudo protettivo… no! Non siamo burattini che Dio manovra e così ci evita cose brutte… no! Dio ci ama e chi ama non ti comanda la vita né vive al posto tuo… ma ti sta accanto sempre… e attraversa con te il viaggio… l’avventura della vita.
La terza tentazione è ancora più subdola… ciascuno di noi sperimenta periodi molto più faticosi di altri… ecco, proprio in questi momenti è come se il diavolo ci dicesse: getta la spugna… non vedi che non serve a niente essere cristiano… comportarsi bene… essere fedele ad un’amicizia… a un amore? Alla fine, che vita brutta che hai… quanta fatica fai! Questa è una tentazione terribile… e Gesù fa capire che di fronte a certe situazioni… certe tentazioni… certi pericoli… occorre scappare… non dialogare con certe tentazioni. Solo in questa tentazione prima di dare risposta con la Parola, Gesù dice “vattene”. Perché la Parola “Il Signore, Dio tuo, adorerai: a lui solo renderai culto” non serve al diavolo ma serve a noi per ricordarci che … quando siamo in pericolo… quando stiamo cadendo non dobbiamo appoggiarci alla prima cosa che ci capita… ma occorre scegliere sempre quella più salda… il Signore!
AUTORE: Don Antonio Mancuso PAGINA FACEBOOK | Telegram
Image by blenderfan from Pixabay
