“Il pane, la città santa e il monte”
Le tentazioni di Gesù sono un modello per comprendere la dinamica di ogni tentazione. Anzitutto è importante notare che la tentazione si svolge sempre in forma dialogica. È frutto di una successione di pensieri, di interrogativi che avvengono interiormente, nella propria mente o attraverso altre persone. A questi pensieri è importante dare una risposta non emotiva, ma che provenga da un discernimento sulla parola di Dio. Solo questa può offrire una risposta valida che metta a tacere la suggestione della tentazione.
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Tre sono gli ambiti prevalenti su cui una tentazione fa leva per distoglierti dalla comunione con Dio e mostrarti la sua volontà come contraria e avversa alla tua libertà: il “pane“, la necessità di dare ascolto ai tuoi bisogni interiori; la “città santa“, ovvero la circostanza, l’opportunità del momento che ti induce a deviare dai valori che ti guidano e ti porta a mettere a rischio tutto (la famiglia, il lavoro, le tue scelte), per un attimo di compiacimento e di orgogliosa superbia; il “monte“, ovvero il futuro, quello che potresti essere e diventare compiendo azioni illegali o agendo in modo da ottenere un guadagno personale a danno degli altri, non avendo altro interesse che te stesso.
Tu a quale tentazione sei più soggetto?
In breve
La quaresima è un tempo privilegiato per riflettere su te stesso, per conoscerti meglio e per comprendere come gestisci le dinamiche interiori che ti avvicinano o allontanano da Dio.
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