don Domenico Bruno – Commento al Vangelo del 17 febbraio 2026

Domenica 3 Agosto 2025 - XVIII DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO - ANNO C
Commento al brano del Vangelo di: Lc 12,13-21

Data:

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Hai presente quando ti senti bloccato perché qualcosa non va come pensavi? Tipo quando programmi una giornata perfetta e poi tutto si inceppa?

Tempo fa un ragazzo raccontava di una gita coi compagni di classe rovinata perché nessuno aveva controllato i biglietti. Il viaggio si è trasformato in discussione e delusione. I discepoli di Gesù sono un po’ come noi: si trovano in barca con un solo pane e cominciano a litigare perché non è sufficiente e nessuno ci ha pensato e cominciano a scaricarsi la colpa pensando: “È colpa della situazione, non ce la faremo, io te lo avevo detto, potevi pensarci tu…”.

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Così anche i discepoli. Gesù li guarda e quasi sbuffa: “Perché discutete che non avete pane? Avete occhi e non vedete, orecchi e non udite? E non ricordate…?”.

Il problema non è la mancanza, ma la fissazione su ciò che manca. In realtà, già avevano visto Gesù moltiplicare i pani e raccogliere dodici e poi sette ceste di avanzi. Questi segni avrebbero già dovuto far comprendere che quello che serve arriva sempre, anche quando non lo vediamo subito.

San Giacomo, nella prima lettura, ci ricorda che le tentazioni e i desideri confusi nascono dal nostro cuore e non da Dio, e che ogni dono perfetto viene dall’alto.

Al tempo di Gesù, il pane non era solo cibo: era fiducia, cura, casa. Quando un contadino portava il pane alla tavola di famiglia, stava portando speranza. Oggi il “pane” può essere un messaggio che ci rincuora, un aiuto inatteso, una parola buona di un amico.

A volte discutiamo su quello che non c’è e perdiamo di vista quello che è già stato fatto per noi. Le dinamiche con gli altri (e pensiamo ai litigi per niente, ai confronti che si accendono su piccole cose) spesso nascono da occhi che non guardano bene e orecchie che non ascoltano davvero.

Gesù ci invita a ricordare quello che già ci ha dato, quello che già ci sostiene e quello che ancora farà. La salvezza non è un premio da conquistare in autonomia, ma un pane spezzato per noi: fede, speranza, amore quotidiano.

Allora prova a chiederti: quando ti fermi a guardare davvero ciò che hai ricevuto, invece di fissarti su quello che manca? Chissà! La risposta potrebbe aprire porte dentro di te che non sapevi esistessero.uore è libero, puro e vero? Oppure sta solo cercando applausi?

don Domenico Bruno

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