don Antonello Iapicca – Vangelo del giorno – 17 febbraio 2026

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SULLA BARCA DELLA CHIESA PER COMPRENDERE L’AMORE DI DIO E ABBANDONARE L’IPOCRISIA

“Comprendiamo” quello che sta accadendo? Mettiamola come vogliamo, dipingiamola con i colori più romantici che abbiamo, ma l’unico problema che ci assilla davvero è “il pane”.

Sono anni che non si parla d’altro: crescita, consumi, stipendi, pensioni. E’ una vita che noi non parliamo d’altro. Per questo ci infiliamo nell’indifferenza come in un’armatura, illudendoci di poterci difendere dalla precarietà che si impone dinanzi a noi come un segno di contraddizione della nostra vita.

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E dalla Croce che disinfetta la realtà strappando la coltre d’ipocrisia con cui l’abbiamo avvolta. Non potremo fuggire in eterno dalla verità che si cela negli eventi che ci attendono ogni giorno, anche oggi, che può essere finalmente diverso dai troppi ieri incartati nell’inautenticità.

E’ vero, anche noi come i discepoli “abbiamo dimenticato” di prendere i pani che Gesù ha moltiplicato; abbiamo cioè “trascurato” (secondo l’originale greco) i segni del suo amore nella nostra vita.

Quando siamo stati amati, perdonati, curati e rigenerati “quante ceste colme di pezzi abbiamo portato via?”. Tante, e nella sua sovrabbondanza siamo diventati sacerdoti, suore, mariti, mogli, e padri e madri.

Quante volte il Signore ha moltiplicato il nostro piccolissimo desiderio di perdonare marito o moglie spingendoci ad umiliarci, e ha così risuscitato un matrimonio ormai spacciato…

“Non vi ricordate quando” vi ho salvati da adulteri, furti, divisioni, peccati spesso gravi, traendo dalle situazioni più difficili e di peccato un’abbondanza di vita impensabile? Sì, lo ricordiamo, eppure il nostro cuore è ancora preoccupato per il pane, perché è una massa “indurita” infettato dal “lievito dei farisei e da quello di Erode”.

Siamo fermentati dallo stesso lievito che cortocircuita purezza religiosa e avidità della carne, preghiere e potere, sacrifici e prestigio, digiuni e successo.

Siamo schiavi del sogno di una vita diversa che si nutre dell’idolatria perché abbiamo creduto al demonio che ci ha travestiti da dio.

E così ci siamo allontanati dalla realtà che nega il carnevale nel quale riduciamo la nostra vita. Per questo, nonostante le esperienze dell’amore di Dio, siamo “ciechi” e “sordi”, e “ancora non comprendiamo” chi Egli sia e come agisca nella storia.

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Ma coraggio, sulla barca che è immagine della Chiesa, basta “un solo pane”, Cristo, l’unico necessario! Possiamo salirvi così come siamo, con il lievito ancora nel cuore, perché in essa vi è Lui, che ha il potere di farci “azzimi” per compiere nella Pasqua la nostra vita.

Nella Chiesa, infatti, il Signore ci accoglie nel suo perdono che ci “purifica” sino in fondo, per affrontare con Lui la traversata che è immagine del cammino verso una fede adulta capace di “stare attenta e guardarsi” dal lievito del demonio.

Solo essa ci dona il discernimento con cui “comprendere” gli eventi della nostra storia per riconoscere nella Croce che ci attende la chiamata del Signore ad offrire, in ogni circostanza, la nostra vita per testimoniare il suo amore.o autentico preparato anche per noi che con la Chiesa dove è rivelata la pedagogia del Padre, camminiamo sulla terra dando morte con la conversione a ciò che ancora appartiene ad essa.

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