È facile mancare a qualche precetto religioso. E quando ce ne accorgiamo, ci giustifichiamo, e spesso ci rifugiamo in una frase che suona bene: “L’importante è volersi bene.”
Come se l’amore potesse compensare tutto. Ma quando la vita ci mette alla prova, perché magari incontriamo una persona che ha bisogno del nostro aiuto, scopriamo una verità più scomoda: non sempre osserviamo i precetti, ma nemmeno amiamo davvero il prossimo.Gesù è di
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retto e non lascia scappatoie: «Se la vostra giustizia non supererà quella degli scribi e dei farisei, non entrerete nel regno dei cieli.» Non ci sta dicendo di essere più scrupolosi. Ma ci sta chiedendo di avere un cuore unificato, dove ciò che crediamo e ciò che facciamo coincidono. Il rischio, invece, è pensare di essere “di più” — più liberi, più profondi, più maturi — e ritrovarci “di meno”, perché non facciamo né l’una, né l’altra: né una obbedienza fedele, e nemmeno un amore reale.
La giustizia che Gesù chiede supera quella delle apparenze perché nasce da dentro. Non è perfezionismo, ma verità. Non è rigidità, ma coerenza. È scegliere, ogni giorno, di essere suoi discepoli.
Oggi Gesù non ci ha chiesto di essere impeccabili, ma autentici. Cominciamo da un gesto vero oggi, che sia di perdono, amore, di condivisione, di preghiera… insomma, quello che senti più importante. Da qui smettiamo di essere come i farisei, e cominciamo a vivere nella parola di Gesù. Sì perché la religione non deve diventare il rifugio di chi cerca Dio senza convertirsi, la fede è piuttosto una strada su cui camminare per crescere nell’amore per Dio e per i nostri fratelli. E allora diamoci da fare per crescere nell’amore!
