Arcidiocesi di Pisa – Commento al Vangelo del 6 Febbraio 2026

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Erode, pur riconoscendo in Giovanni il Battista un uomo “giusto e santo”, cede al timore del giudizio altrui e alla pressione di Erodìade. In questo dramma emerge il contrasto tra la voce della coscienza e la paura di perdere potere e consenso.

Giovanni diventa così il testimone di una libertà che non si piega alla corruzione né al compromesso: muore perché ha il coraggio di dire ciò che è giusto, anche davanti a un re. La sua morte prefigura quella di Cristo, che come lui sarà consegnato per decisioni ingiuste prese per debolezza umana.

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Il banchetto di Erode, segno di vanità e di potere, si contrappone al banchetto eucaristico, dove il dono è la vita stessa di Gesù. Il martirio del Battista invita ogni credente a chiedersi: quale prezzo sono disposto a pagare per la verità?

E ci ricorda che solo chi custodisce la coscienza davanti a Dio diventa davvero libero, anche quando tutto intorno si piega al compromesso e alla paura.

Per Riflettere

Il martirio di Giovanni rivela il prezzo della verità: Erode conosce il bene ma teme di seguirlo; Giovanni, libero anche in catene, ci insegna che solo chi resta Fedele alla verità è davvero libero. Questo Vangelo ci invita a guardare dentro di noi: dove lasciamo che la paura prevalga sulla luce della coscienza?

FONTE: Ascolta e Medita – Centro Pastorale per l’Evangelizzazione e la Catechesi