Beati quelli che non si sentono arrivati, che non si credono a posto una volta per tutte, ma riconoscono di avere ancora bisogno di crescere, di imparare, di lasciarsi aiutare.
In loro c’è spazio per il regno dei cieli.
Beati quelli che portano dentro un dolore, una ferita, una perdita che non si rimargina in fretta. Non sono persone rotte o sbagliate: proprio lì, in quella fragilità, Dio sta già lavorando in silenzio.
Beati quelli che non rispondono alla violenza con altra violenza, che non alzano la voce per imporsi, che non usano la forza per avere ragione. Forse sembrano perdenti, ma stanno costruendo un mondo migliore.
Beati quelli che non si accontentano delle mezze verità, delle scorciatoie, dei compromessi facili. Beati quelli che hanno fame di giustizia, di relazioni sincere, di una vita pulita e coerente: questa fame non resterà senza risposta.
Beati quelli che sanno perdonare, anche quando costa fatica, anche quando non viene spontaneo. Il perdono che donano tornerà a loro come misericordia nei momenti in cui ne avranno più bisogno.
Beati quelli che cercano di essere limpidi dentro, senza doppie vite, senza maschere. Non sono perfetti, ma veri. E proprio così imparano a riconoscere Dio nelle cose semplici di ogni giorno.
Beati quelli che costruiscono ponti invece di muri, che cercano la pace dentro i conflitti, che non smettono di credere nel dialogo. Dio li considera suoi figli.
Beato anche quando vieni giudicato, escluso, preso in giro perché cerchi di vivere il Vangelo sul serio, senza sconti.
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Beato quando vieni frainteso per aver scelto l’onestà, il bene, l’amore.
Non pensare di aver sbagliato strada.
Sei in buona compagnia, sei con Gesù.
La tua vita, così com’è, è già dentro il Regno di Dio.
