Arcidiocesi di Pisa – Commento al Vangelo del 29 Gennaio 2026

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Oggi Gesù ci consegna due preziose indicazioni su come funzioni il Regno di Dio e come costruirlo nella nostra vita. La prima indicazione è una parabola che parla di luci e di segreti che devono essere svelati.

Ci può anche un po’ intimorire; ciascuno di noi ha dentro di sé un certo numero di segreti che non vorrebbe far sapere agli altri: ci vergognamo delle nostre debolezze, dei nostri fallimenti, delle nostre incoerenze, sia nei confronti di Dio che dei nostri fratelli. Il Signore ci ama sempre, e ci ama soprattutto nelle nostre debolezze («Non sono i sani che hanno bisogno del medico, ma i malati», Lc 5, 31).

Ma qui diventa importante il nostro desiderio: le nostre meschinità sono una malattia che vorremmo curare, oppure tutto sommato ci vanno bene quando diventano uno strumento per sfruttare o controllare gli altri? Nel primo caso Gesù ci può trasfigurare e farci abitare guariti nel Regno, mentre nell’altro ci condanniamo da soli, quando la lampada sarà finalmente messa sul candelabro, a essere riconosciuti per i poveracci che siamo.

La seconda indicazione può a prima lettura sembrare una specie di minaccia: “fai il bravo se no quando torno te le do”. Questa lettura non mi sembra molto compatibile con l’idea di un Dio misericordioso che perdona il peccatore, per cui cercherei altro. Mi viene in mente un detto inglese: “What goes around, comes around”, che potremmo tradurre con “Ciò che metti in circolazione prima o poi ritorna”.

Il Regno di Dio lo possiamo creare ogni giorno nella nostra vita con i nostri atti di gentilezza, generosità e servizio. Sono semi che gettiamo alla cieca, come nella parabola di ieri, senza sapere quale sarà il loro esito, ma fiduciosi che i frutti saranno poi moltiplicati dal Signore e ritorneranno per tutti.

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Per Riflettere

Alleno il mio desiderio: immagino di parlare con Gesù, gli racconto ciò che non mi piace di me (e che magari faccio fatica persino ad ammettere a me stesso) e gli chiedo di entrare nella mia vita, cambiare ciò di cui mi vergogno e rendermi pronto per la luce del Regno di Dio.

FONTE: Ascolta e Medita – Centro Pastorale per l’Evangelizzazione e la Catechesi

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