Paolo Curtaz – Commento al Vangelo del 27 Gennaio 2026

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Vangelo del giorno di Mc 3,31-35

Chi fa la volontà di Dio, costui per me è fratello, sorella e madre.
Dal Vangelo secondo Marco

In quel tempo, giunsero la madre di Gesù e i suoi fratelli e, stando fuori, mandarono a chiamarlo.
Attorno a lui era seduta una folla, e gli dissero: «Ecco, tua madre, i tuoi fratelli e le tue sorelle stanno fuori e ti cercano».
Ma egli rispose loro: «Chi è mia madre e chi sono i miei fratelli?». Girando lo sguardo su quelli che erano seduti attorno a lui, disse: «Ecco mia madre e i miei fratelli! Perché chi fa la volontà di Dio, costui per me è fratello, sorella e madre».

Parola del Signore.

Allora sono venuti sul serio! Hanno saputo che il loro famigliare un po’ strano (a trent’anni non si è ancora sposato!) sta facendo il matto. Peggio: da Gerusalemme hanno mandato dei teologi e hanno stabilito che è un indemoniato.

Mamma mia! Meglio scendere a Cafarnao e riportarlo a casa prima che faccia fare brutte figure al clan! E, per convincerlo, astutamente, si portano appresso Maria. Chi resiste al pianto e alle suppliche di una madre? E, quando arrivano, ecco la sorpresa: Gesù si rifiuta di vederli e afferma di avere una nuova famiglia, formata da coloro che ascoltano e accolgono la Parola.

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Che meraviglia! Il Vangelo di Marco dice qualcosa di inaudito, per l’epoca, e per oggi: esistono legami più profondi e radicali della famiglia, del sangue, e sono quelli che si creano ascoltando e condividendo la Parola e vivendola. Ed è proprio così: con i miei fratelli di fede che con me hanno vissuto l’innamoramento di Cristo condivido molte più cose di quanto io faccia con i miei parenti!

Più degli affetti (belli e legittimi), più dei legami, più della famiglia (a volte un pochino enfatizzata in ambito cattolico), esiste la nuova relazione che possiamo vivere in Cristo, la comunità di coloro che vivono il Vangelo nella quotidianità, il discepolato.

Di più: Marco non dice nulla di quanto abbia detto Maria. O come abbia reagito. Personalmente penso che sia questo il momento in cui Maria diventa discepola del figlio. Finora è stata madre, come ogni madre. Una grande madre, se volte, una credente appassionata e coraggiosa. Ma ora deve scegliere: da una parte quel matto ritenuto indemoniato di suo figlio, dall’altra il clan che spingono per intervenire e toglierlo di mezzo. Ora Maria sceglie di essere fra quelli che ascoltano e mettono in pratica la Parola, diventa discepola e, per noi, madre dei discepoli. Per questa ragione noi la consideriamo punto di riferimento per il nostro cammino spirituale, modello del nostro percorso interiore.

+++Commento di Paolo Curtaz tratto, per gentile concessione, dal libretto Amen, la Parola che salva.+++

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