don Pasquale Giordano – Commento al Vangelo del giorno – 26 gennaio 2026

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Operai della Parola – Santi Timoteo e Tito

Ogni eucaristia culmina con l’invio missionario: andate! L’esperienza cristiana oscilla tra lo stare con Gesù ed entrare in una intimità sempre più familiare con Lui, ascoltando la sua parola e nutrendosi del suo corpo, e uscire per andare verso i fratelli per portare la pace e preparare i cuori ad accoglie il dono dello Spirito Santo.

La missione del cristiano, che pure è accompagnata da Dio, è preceduta ed è seguita dalla sua azione salvifica. I discepoli missionari sono inviati come operai in un campo già seminato. I destinatari dell’opera missionaria sono come le spighe di grano il cui seme è stato gettato nel terreno della storia. Il seme è la vita che Gesù ha donato spargendo il suo sangue ed effondendo lo Spirito dalla croce.

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Gli operai non sono padroni del campo ma servi del padrone della messe. Il padrone è uno solo perché uno è il Signore. La mission che Gesù dà ai discepoli li costituisce in comunità. Vanno a due a due perché si ricordi sempre di agire non per sé stessi o di propria iniziativa, ma perché portatori di un dono che non può essere gestito in proprio ma solo condiviso in fraternità.

La comunione fraterna è la prima testimonianza del vangelo che si offre al mondo. La comunità dei due discepoli ricorda ad ogni famiglia, piccola chiesa domestica, che vivendo il comandamento dell’amore, puntando all’essenziale, praticando la mitezza, annuncia il vangelo e riflette in sé, come in un frammento di specchio, l’immensità dell’amore di Dio.

Commento a cura di don Pasquale Giordano
Vicario episcopale per l’evangelizzazione e la catechesi e direttore del Centro di Spiritualità biblica a Matera

Fonte – il blog di don Pasquale “Tu hai Parole di vita eterna