don Roberto Seregni – Commento al Vangelo del 25 gennaio 2026

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SEGUITEMI

Matteo 4,12-23
III Domenica del Tempo Ordinario (Anno A)

L’Agnello di Dio inizia la sua missione dalle periferie. Nessuno, proprio nessuno, si aspettava un Messia così.

Un agnello, e non un leone; un falegname di provincia, e non un rabbì di qualche prestigiosa scuola di Gerusalemme; un maestro che si aggira nelle periferie per scegliere i suoi discepoli tra i pescatori di Cafarnao, e non un dotto professore seduto in cattedra a insegnare la Legge di Dio.

Matteo sottolinea con forza la scelta di Gesù di iniziare la sua missione dalle periferie. Fin dall’inizio, il Maestro svela lo stile di Dio. Sceglie ciò che agli occhi del mondo è disprezzato, cerca gli invisibili, i dimenticati, i poveri. Non perché siano migliori, ma perché sono i suoi preferiti.

L’amore di Dio è universale, certo. Ma ha un punto di irradiazione ben preciso: gli ultimi. Gesù non si preoccupa di riformare le liturgie del tempio o di rinnovare le scuole rabbiniche; si preoccupa della dignità e della vita dei più poveri e dimenticati.

Proprio nella periferia Gesù sceglie i suoi primi compagni di viaggio. Il Maestro chiama mentre cammina, perché invita a camminare con lui. Non insegna anzitutto una dottrina e non elabora piani di riforma religiosa. Li chiama a camminare con lui: Seguitemi.

Forse, dopo molti secoli di cristianesimo, vale la pena ricordarci che la cosa più importante è seguire Gesù, essere docili, andare dove Lui ci conduce. Al centro dell’esperienza cristiana non c’è una morale o una legge, ma una persona. Una persona che ci parla, che cammina con noi, che ci ama.

La più grande avventura della storia dell’umanità inizia così: tra il sudore dei pescatori e il rimestio lento delle onde del lago.
Basta una parola: Seguitemi. E tutto ha inizio.

Ogni volta che leggo questo brano del Vangelo mi chiedo che cosa abbiano visto Pietro, Andrea, Giacomo e Giovanni negli occhi di Gesù. È bastata una parola e hanno lasciato tutto per camminare con lui.

Che cosa c’era in quello sguardo, in quella voce, in quel sorriso?

Che cosa hanno sentito mentre lasciavano scivolare a terra le reti e si infilavano i sandali per camminare con Lui?

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Ovviamente non possiamo saperlo. Ma sappiamo che cosa hanno vissuto subito dopo aver lasciato le reti: «Gesù percorreva tutta la Galilea, annunciando il Vangelo del Regno e guarendo ogni sorta di malattia e di infermità nel popolo».

I discepoli hanno ascoltato la Parola e hanno visto i segni inequivocabili dell’arrivo del Regno. La Parola annuncia liberazione, dignità, pienezza, e rivela che la prima preoccupazione di Gesù è restaurare la vita.

L’Agnello di Dio annuncia e offre salvezza prendendosi cura della vita.
Tutto questo è stato sufficiente per i discepoli.
Hanno capito che non si erano sbagliati.

Hanno lasciato tutto e hanno trovato molto di più.

don Roberto Seregni

Don Roberto (prete missionario della Diocesi di Como) – Sito Web Fonte: il canale Telegram “Sulla Tua Parola“.

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