Seguitemi!
Prima di pronunciare il discorso della montagna, che ascolteremo le prossime domeniche, Matteo mette alcuni eventi importanti, l’ultimo dei quali ha una importanza tutta particolare.
Gesù sale dal deserto della Giudea e va verso la Galilea e si ferma a Nazareth, città della sua infanzia, va a stabilirsi a Cafarnao, quel Carrefour in cui si incrocia tutto il mondo. È là che proclamerà il discorso della montagna, là che chiamerà gli apostoli. Tutto parte da lì. È un luogo simbolico: per Lui la Galilea rappresenta il mondo. È là che si alza la luce. Il giorno è vicino. Questa luce è la Parola di Dio che non parla più attraverso i profeti. È venuta, brilla, parla essa stessa e illumina, annuncia: “Il Regno di Dio è Lui. Andategli incontro!”. La Parola prende parola. Gesù è questa parola di luce che è sorta per illuminare gli uomini sul senso della loro vita.
Si capisce che per tale notizia l’evangelista sia solenne. È nel quadro di questa solennità che chiama i primi apostoli. Non si tratta di alcuni “maestri del pensiero” che recluta. Ma è Dio stesso in persona che destina a portare la sua Parola. Se dei poveri pescatori sono pronti a lasciare tutto e a seguire Colui che li chiama è perché hanno ricevuto la grazia che gli spinge a rispondere alla chiamata.
La Parola si espande e si trasmette come la vita e come la vita è ricevuta. Un morto non dona la vita. Una volta ricevuta la parola è come la vita, è destinata ad uscire da sé stessa per essere trasmessa. Potenza della vita. Potenza della Parola.
Gli apostoli sono i primi toccati dalla Parola e i primi a rispondere all’appello a convertirsi e seguire Gesù. Avranno bisogno della forza dello Spirito per donarsi senza misura alla predicazione. Ma già in questo istante unico, lasciando tutto, manifestano di essere entrati nella volontà di Dio. Sono entrati nella dinamica della predicazione di Gesù in Galilea.
Questa Parola ha anche oggi la stessa forza, la stessa solennità dell’evangelista, rimpiazzata dalla solennità della liturgia con cui il Vangelo si proclama. Non evochiamo un avvenimento del passato ma viviamo lo stesso evento.
Oggi, se voi ascoltate la mia parola non indurite il cuore come i pescatori del lago di allora! Siamo i contemporanei di questa Parola. Essa colpisce il nostro cuore, ci chiama. Ci illumina. Dio è sempre in azione. La sia Parola lavora senza cessare; è come il seme sottoterra. A ciascuna generazione dice cose nuove. Le generazioni passano, ma la Parola rimane con la sua forza.
Oggi questa Parola ci invita solennemente a convertirci, cioè a volgersi verso di essa. Continua a toccare i nostri cuori. Ci invita ad entrare in noi stessi, metterci in ascolto ed entrare al suo servizio.
La Parola del Dio vivente è una Paola Viva. Con Gesù, come con gli apostoli e con noi che ci mettiamo al suo seguito percorre tutta la Galilea, proclamando la Buona Novella, “guarendo tutte le malattie e le infermità del popolo”.
