Paolo Curtaz – Commento al Vangelo del 23 Gennaio 2026

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Vangelo del giorno di Mc 3,13-19

Chiamò a sé quelli che voleva perché stessero con lui.
Dal Vangelo secondo Marco

In quel tempo, Gesù salì sul monte, chiamò a sé quelli che voleva ed essi andarono da lui. Ne costituì Dodici – che chiamò apostoli –, perché stessero con lui e per mandarli a predicare con il potere di scacciare i demòni.
Costituì dunque i Dodici: Simone, al quale impose il nome di Pietro, poi Giacomo, figlio di Zebedèo, e Giovanni fratello di Giacomo, ai quali diede il nome di Boanèrghes, cioè “figli del tuono”; e Andrea, Filippo, Bartolomeo, Matteo, Tommaso, Giacomo, figlio di Alfeo, Taddeo, Simone il Cananeo e Giuda Iscariota, il quale poi lo tradì.

Parola del Signore.

Vuole collaboratori, il Signore, vuole una comunità di uomini e donne che lo segua, perché facciano esperienza di comunione, perché vivano giorno e notte con lui.

Chiama a sé quelli che egli vuole, sceglie i discepoli quando, invece, erano i discepoli a scegliersi un rabbino, dimostrando da subito di essere diverso da chiunque altro. Seguire Gesù è l’incontro di due libertà: l’iniziativa del Signore che chiama ogni uomo, e la nostra risposta libera e liberante, risposta che è la fede.

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E Marco spiega bene chi è la Chiesa, il progetto del Signore, a cosa serve, cosa deve fare: li chiama a sé per stare con lui, per predicare, per guarire e predicare. La Chiesa esiste come compagnia a Gesù, come uomini e donne innamorati di Dio che vivono insieme, condividono pezzi di vita, meditano la Parola, si ritrovano a celebrare la Cena del Signore.

Ma non come un club esclusivo di brave persone, non ci siamo scelti ma siamo stati scelti per diventare annunciatori, a volte con le parole, più spesso con la vita. E a noi il Signore affida la predicazione, ci chiede di dire agli altri la nostra esperienza di parlare di Dio nella nostra quotidianità.

E di guarire e liberare, noi che siamo stati guariti e liberati. Guariti da tutte le paure e le inquietudini che soffocano la nostra vita. Liberati da tutti i pregiudizi, condizionamenti, sensi di colpa che avvelenano la vita delle persone.

Ne sceglie dodici, come dodici sono i mesi dell’anno e le tribù di Israele, a indicare una pienezza, il desiderio di coinvolgere tutti nel suo progetto. Dodici e diversi, molto diversi, per esperienza, età, cultura, mestiere, mettendo insieme pescatori e letterati, conservatori e pubblicani, e finanche uno straniero, Simone il cananeo.

Perché questa è la Chiesa nel sogno di Dio: una comunità di persone che fanno esperienza dell’Amore e che lo vivono nella diversità e nella ricchezza delle singolarità. E a questo sogno del Signore, raccontato da Marco, dobbiamo continuamente riferirci per costruire le nostre comunità.

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+++Commento di Paolo Curtaz tratto, per gentile concessione, dal libretto Amen, la Parola che salva.+++

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