Viviamo in un tempo straordinario: la tecnologia ha fatto passi enormi. Ci permette di comunicare in un attimo, di curare malattie un tempo incurabili, di rendere la vita più comoda ed efficiente. Tutto questo è un grande dono, segno dell’intelligenza e della creatività che Dio ha messo nel cuore dell’uomo.
Eppure, proprio mentre le nostre capacità crescono, rischiamo di dimenticare ciò che è essenziale. Nel Vangelo si legge che Gesù disse all’uomo che aveva la mano paralizzata: «Alzati, vieni qui in mezzo!». Gesù rimette l’uomo al centro. Non il sabato, non la legge, non l’efficienza… l’uomo.
Oggi, invece, molto spesso accade il contrario: nelle nostre scelte quotidiane, nelle nostre priorità, nei nostri ritmi, l’essere umano diventa marginale. Contano i risultati più delle persone, le prestazioni più dei volti, la velocità più della dignità. Sembra che tutto vada avanti, tranne noi: che restiamo ai margini della nostra stessa vita.
Il Vangelo ci dice di rimettere l’uomo al centro, rialzarci, uscire dal silenzio e dall’angolo in cui ci siamo messi o dove altri ci hanno spinti.
E allora non temere: alzati anche tu, riprendi posto nella tua vita, scegli ciò che fa vivere, ciò che fa bene, ciò che costruisce.
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Dio è con te, e quando Dio è con te, la tua vita può sempre ricominciare.
