Vangelo del giorno di Mc 3,1-6
È lecito in giorno di sabato salvare una vita o ucciderla?
Dal Vangelo secondo Marco
In quel tempo, Gesù entrò di nuovo nella sinagoga. Vi era lì un uomo che aveva una mano paralizzata, e stavano a vedere se lo guariva in giorno di sabato, per accusarlo.
Egli disse all’uomo che aveva la mano paralizzata: «Àlzati, vieni qui in mezzo!». Poi domandò loro: «È lecito in giorno di sabato fare del bene o fare del male, salvare una vita o ucciderla?». Ma essi tacevano. E guardandoli tutt’intorno con indignazione, rattristato per la durezza dei loro cuori, disse all’uomo: «Tendi la mano!». Egli la tese e la sua mano fu guarita.
E i farisei uscirono subito con gli erodiani e tennero consiglio contro di lui per farlo morire.
Parola del Signore.
Finora, nel vangelo di Marco che stiamo leggendo in queste settimane, sono stati gli scribi e i farisei a contestare Gesù, ponendo diverse domande: perché costui parla così? Perché mangia e beve con i peccatori? Perché i suoi discepoli non digiunano? Perché fanno in giorno di sabato ciò che non è lecito?
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Domande che sono indice di un giudizio impietoso, di un’irritazione radicata in una scorretta visione della fede e di Dio. Ora è lui, il Signore, a porre una domanda ai custodi del sacro: è lecito in giorno di sabato fare il bene? Salvare una vita?
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Ovvio che sì, avrebbero risposto i più famosi rabbini contemporanei del Nazareno. Non così pensano i presenti, irritati e visibilmente furiosi contro questo falegname che mette in discussione la loro (piccola) autorevolezza.
Così, con una semplice domanda, Gesù li smaschera, li spiazza, ne mostra l’inconsistenza e il piccolo mondo autoreferenziale in cui sono sprofondati.
Si rattrista, il Signore: come possono persone che si professano credenti avere indurito così tanto il loro cuore? Come possono conciliare la loro fede nel Dio della tenerezza con atteggiamenti così crudeli?
Gesù pone nel mezzo la persona da guarire, come sempre ha dimostrato di fare il Dio di Israele che i farisei presenti pretendono di conoscere profondamente. Non è così: la Legge di Dio è stata scritta perché l’uomo fiorisca, gioisca, diventi finalmente libero di amare.
Gesù ribadisce quanto più volte affermato dalla Scrittura: il Dio di Israele antepone il bene e la salvezza al culto e alla disciplina, anche quella santa e devota.
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Difficile, lo so, impegnativo perché mi obbliga a crescere, a non nascondermi dietro le regole ma a prendere in mano la mia vita e le mie scelte alla luce della Parola che tutto orienta.
Troppo, per molti, allora come oggi. Davanti a tanta splendida verità, imbarazzante libertà, farisei ed erodiani prendono una scorciatoia: lo faranno fuori.
Così accade, purtroppo: davanti alla logica splendente di Dio, meglio eliminare Dio che interrogarsi.
+++Commento di Paolo Curtaz tratto, per gentile concessione, dal libretto Amen, la Parola che salva.+++
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