mons. Giuseppe Mani – Commento al Vangelo di domenica 18 gennaio 2026

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Ecco l’Agnello di Dio! 

“Vedere”. E’ il più profondo desiderio del nostro cuore e della nostra fede: vedere Dio. Giovanni lo vede. Vede Gesù venire verso di lui. È il compimento di un profeta che vede Colui che ha annunciato. Esaminiamo questo incontro unico.

Giovanni aspettava. Questo incontro non è improvviso, ma era atteso sempre da Giovanni. Giovanni era attesa, attesa che gli brucia e che lo mantiene in umiltà. La sua predicazione, i suoi digiuni, il suo ritiro nel deserto, tutto era attesa verso la venuta del Signore che Dio gli aveva fatto prevedere.

Giovanni ha un grande seguito di folle, con una forte voce, ma si riconosce piccolo. È in attesa: “Dopo di me viene uno che era prima di me e io non lo conoscevo”. Sconvolgente semplicità di questo grande profeta che non fa che preannunciare, che non possiede niente, ma in umile attesa di Colui che deve venire.

Come non amare Giovanni? Sappiamo che chi vuole essere padrone della sua vita non scoprirà niente. Ogni vero incontro con l’altro è preparato da un’attesa del cuore. Chi scopre il Signore si mantiene umile e il Signore con delicatezza si rivela, si rivela Dio che vuol venire presso di noi.

Gesù è venuto. Giovanni lo attendeva e Gesù è venuto e non viene come il Dio della Gloria, della maestà come sul Sinai. Non è nella luce della Trasfigurazione. Gesù viene da Giovanni nell’ombra, non si presenta, ma lo Spirito che abita in Lui lo rivela. Gesù tace, solo lo Spirito agisce. Gesù viene nell’umiltà dell’amore tutto rivolto al Padre. Quale grandezza! Dignità unica dell’umiltà! Giovanni può dire: “Ho visto lo Spirito discendere come colomba dal cielo e posarsi su di Lui”.

Entriamo nell’esperienza di Giovanni. Seguendolo nella nostra esperienza quotidiana anche noi contempliamo l’Eucarestia, umile presenza del Signore, confessiamo il Figlio di Dio e lo confessiamo “mistero della fede!”. Quando scopriamo la presenza del Signore nell’anima di qualcuno che ci parla semplicemente della sua vita contempliamo ancora il Signore nella luce dello Spirito e possiamo affermare che “Dio è là!” Al seguito di Giovanni possiamo testimoniarlo al mondo.

“L’Agnello di Dio”. Giovanni attende. Gesù è venuto e non cessa di venire verso di noi. La sua presenza cambia tutto. Più tardi l’evangelista Giovanni lo chiamerà “L’amico dello Sposo”. Quando il Signore è là come non gustare la sua pace? La sua presenza cambia tutto. Giovanni lo dice: “Ecco l’Agnello di Dio che toglie il peccato del mondo!”. Gesù è là e il peccato è vinto, la potenza della morte superata. La sua presenza basta. Ma quale presenza? La presenza di Colui che condivide il suo corpo e il suo sangue per la salvezza del mondo. Gesù è venuto per amarci fino all’estremo. L’umiltà di Cristo che scende agli inferi del nostro mondo per diffonder su di noi il suo Spirito. È il Battesimo per la vita.

La gioia di Giovanni che ha veduto il Signore. La nostra esistenza, il nostro lavoro, le nostre fatiche trovano la loro dignità: lo Spirito ci copre con la sua ombra perché Cristo è vivente in noi, umilmente in tutta verità, scopriamo che noi stessi diveniamo per il mondo un riflesso della presenza di Dio.

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