p. Ermes Ronchi – Commento al Vangelo di giovedì 15 Gennaio 2026

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AVERE, COME IL PADRE, VISCERE DI MISERICORDIA

Il lebbroso porterà
vesti strappate,
sarà velato
fino al labbro superiore,
starà solo e fuori
(Levitico 13,46).

Dalla bocca velata,
dal volto nascosto del rifiutato,
esce un’espressione bellissima:
«Se vuoi, puoi guarirmi».

Con tutta la discrezione
di cui è capace:
«Se vuoi».

E intuisco Gesù toccato da questa domanda grande e sommessa,
una domanda che può cambiare il corso della storia,
come è successo a Natale,
poche settimane fa:
tu puoi guarire
il disamore del mondo
.

Di quell’uomo che si sta decomponendo da vivo
non conosciamo
né il volto né il nome,
perché è ogni uomo,
sbalzato a terra dalla carovana troppo rapida e distratta del mondo
.

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Il rifiutato è stanco di fuggire
e di gridare.
Si avvicina al giovane rabbi,
andando contro la legge.

Attorno a lui il vuoto.
Ma Gesù rimane
.
Non scappa, non si scansa,
non lo manda via.
Gli sta in piedi davanti
e lo ascolta.

E riafferma così che
nulla vale quanto la vita.

A nome di tutti noi
il lebbroso domanda:
ma qual è la volontà di Dio?

Che cosa vuole veramente Dio
da questa carne sfatta,
da questo corpo piagato?

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Che cosa vuole
dall’immenso pianto del mondo?

Il profeta, bocca di Dio, ha detto:
io non bevo il sangue,
non mangio la carne dei vostri sacrifici
.

Ma ho un dubbio,
come tutti i lebbrosi,
come tutti i sofferenti:
che Dio si disseti al calice
delle nostre lacrime
;
che voglia ancora il sacrificio
delle sue creature;
che sia il dolore, accettato,
a dare gloria a Dio.

Ho un dubbio,
perché tanti fatti oggi insinuano,
alludono
che il corpo di lebbra o di dolore
è ancora e sempre
volontà di Dio
.

Se vuoi…

Il lebbroso si appella
al desiderio di Dio,
alla sua volontà
.

E riceve la risposta bellissima,
la pietra d’angolo
su cui poggia
la nuova immagine di Padre:

«lo voglio!»

Un verbo totale, assoluto.
Dio vuole,
è coinvolto,
gli importa,
gli sta a cuore,
patisce,
urge in lui un patimento
solo per me
.

Ciò che è scritto qui
non è una fiaba.
Funziona davvero.
Funziona così.

Persone piene di Gesù
oggi riescono a fare
le stesse cose di Gesù:

fanno miracoli.

Vanno dai nostri lebbrosi
della porta accanto
,
barboni, tossici, prostitute.
Li toccano con un gesto di affetto,
un sorriso,
con la conseguenza
che molti di loro
guariscono letteralmente
dal loro male
,
diventando a loro volta guaritori.

Succede ogni giorno,
in ogni invisibile parte del mondo.

Prendere il Vangelo sul serio
ha dentro una potenza
che cambia la vita
.

Gesù tocca,
e l’uomo è restituito alla famiglia,
torna alle carezze.

Gesù ci chiede
di partecipare al desiderio di Dio
,
alle carezze restituite
e non ai miracoli.
O forse sì.

Ci chiede di partecipare
ad un solo miracolo:

avere, come il Padre,
viscere di misericordia
,

che è la perfezione di Dio,
che sarà la perfezione dell’uomo
.

Per gentile concessione di p. Ermes, fonte.

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