Il Battesimo di Gesù è un momento di grande semplicità e di grande luce. Gesù entra nell’acqua come uno di noi, senza privilegi, senza distanza. Si mette in fila con i peccatori, con chi cerca, con chi ha bisogno di ricominciare. In quell’acqua non c’è solo un rito, ma l’inizio di una missione: Gesù sceglie di cominciare dal basso, insieme agli uomini.
Poi si apre il cielo e si sente una voce: “Questi è il Figlio mio, l’amato: in lui ho posto il mio compiacimento.” Non perché Gesù abbia già fatto miracoli, non perché abbia già predicato alle folle, ma semplicemente perché è Figlio, perché vive in una relazione d’amore con il Padre. È come se Dio dicesse: “Tu sei amato prima ancora di fare qualcosa.”
E qui entriamo nella nostra vita. Anche noi, nel Battesimo, abbiamo ricevuto lo stesso dono: non siamo solo creature, siamo figli. Dio ha detto anche su di noi: “Tu sei mio, tu sei amato.” Forse ce ne dimentichiamo, forse viviamo come se dovessimo meritarci l’amore, come se dovessimo guadagnarci il valore.
La conclusione è semplice e concreta: oggi prova a vivere come una persona amata. Non per dimostrare qualcosa, ma perché sai di essere figlio. Cammina con più fiducia, perdonati di più, non giudicarti continuamente. Ricorda: prima ancora che tu faccia qualcosa, tu sei già amato.
