Gesù, il Figlio di Dio, si mette in fila con i peccatori per ricevere il battesimo da Giovanni. Perché lo fa?
Gesù non guarda l’umanità dall’alto di un piedistallo. Scende nell’acqua del Giordano, immergendosi nella nostra realtà, con le nostre fatiche e i nostri limiti. Non viene per giudicare, ma per “stare con noi”. La sua è una scelta di solidarietà totale.
Appena uscito dall’acqua, i cieli si aprono. La voce del Padre definisce chi è Gesù: «Questi è il Figlio mio, l’amato: in lui ho posto il mio compiacimento». Prima di fare miracoli, prima di predicare, Gesù è semplicemente amato.
Quella voce che parla a Gesù è la stessa che parla a ciascuno di noi nel giorno del nostro Battesimo. Anche di te il Padre dice: “Tu sei mio figlio, io ti amo, sono felice che tu esista”. La nostra forza non sta in ciò che facciamo, ma in ciò che siamo: figli amati.
A volte ci sentiamo inadeguati o “sbagliati”. Ma il Vangelo di oggi ci ricorda che i cieli sopra di noi sono aperti. Dio non aspetta che tu sia perfetto per amarti; ti ama già nel momento in cui ti metti in fila per ricominciare.
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