Gesù torna a Nazaret per la sua prima predicazione. Non viene come un bravo ragazzo di paese, ma come il Messia, e lo dice apertamente. Tutti lo fissano: stupore, curiosità… e un pizzico di fastidio. Perché? Perché quando Dio entra nel “mio” spazio, nella mia normalità, nei miei schemi, mette tutto in discussione.
Nazaret è la mia casa, la mia vita quotidiana, la mia intimità, la mia storia. È il luogo dove penso di conoscere tutto e tutti, dove mi sento al sicuro, dove credo che nulla possa sorprendermi. Proprio lì Gesù si presenta come Signore. Non fuori, non nei momenti di preghiera intensa, ma nel concreto della mia esistenza.
La domanda taglia come una lama:
In tutta questa “Nazaret”, Gesù è il Signore?
O è solo un ospite gradito finché non disturba?
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Lo ascolto davvero quando parla dentro la mia storia?
O continuo a guardarlo come i compaesani: “Sì, bello, ma questo chi si crede di essere?”
Accogliere Gesù come Messia nella mia Nazaret significa lasciare che Lui liberi ciò che è imprigionato, guarisca ciò che è ferito, illumini ciò che è confuso. E soprattutto che possa sconvolgere le mie convinzioni, le mie abitudini, le mie sicurezze.
Forse la vera conversione inizia quando smetto di dire: “Lo conosco già”, e comincio a lasciarmi sorprendere da Lui… proprio a casa mia.
Sr Palmarita Guida fvt
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A cura di Sr Palmarita Guida della Fraternità Vincenziana Tiberiade
