Gesù è la voce del Padre e lo Spirito che sta sopra di lui lo consacra sacerdote, re e profeta. Con la festa del battesimo del Signore si conclude il trittico natalizio delle manifestazioni del mistero di Cristo: la nascita a Betlemme, l’incontro con i Magi e il battesimo al Giordano.
Siamo introdotti nel mistero di Gesù, vero Uomo e vero Dio, l’Agnello di Dio che porta su di sé i peccati del mondo e ci dona il suo Spirito.
La missione di Gesù è unire la terra al cielo, gli uomini a Dio. Si mette in fila con i peccatori per essere battezzato da Giovanni il Battista, non salta la fila, senza sconti, va fino in fondo, si immerge nelle acque dell’umanità per santificarle. La sua prima manifestazione è nell’abbassamento, senza presentare le sue prerogative divine.
“È in questa sequela che Gesù chiede a Giovanni, di ricevere l’immersione nelle acque del Giordano, mettendosi in una fila di peccatori che vogliono professare la volontà di conversione, di ritorno a Dio. Questa è la scena, è l’atto di presentazione di Gesù adulto. Gesù è il Messia, l’Unto del Signore. In questa immersione di Gesù, che non ha bisogno di battesimo per la remissione dei peccati, essendo lui senza peccato, egli stesso si annovera tra i peccatori, come accadrà anche nella sua morte in croce tra due malfattori” (EB).
Giovanni però, che per rivelazione e soltanto per fede conosce la vera identità di Gesù, inaspettatamente, vive un momento di esitazione e cerca di impedire a Gesù di sottomettersi a lui: “Io ho bisogno di essere immerso da te, e tu invece vieni a me e chiedi di essere immerso?”. Ma poi obbedisce silenziosamente alle parole di Gesù, che gli ricorda l’obbedienza che entrambi devono fare alla missione ricevuta: entrambi devono “adempiere ogni giustizia”, cioè corrispondere puntualmente alla volontà di Dio.
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Il battesimo è la manifestazione pubblica di Gesù, venuto per farsi solidale con l’umanità per liberarla dal male, è il salvatore del suo popolo, prima di ricevere il battesimo di sangue, nella sua passione e morte redentrice. Gesù opera una riconciliazione tra il cielo e la terra, tra gli uomini e Dio. Si aprono i cieli, avviene una comunicazione tra mondo celeste e mondo terrestre, tra Dio e la terra, lo Spirito santo scende come una colomba, su di lui e la voce del Padre si fa udibile: “Questi è il Figlio l’Amato”.
Dio presenta il Suo Figlio, e in lui diveniamo suo figli. Siamo davanti alla realizzazione del Natale, Gesù ci viene incontro, per abitare in mezzo, per farsi nostro fratello, amico, salvatore, redentore. “Il Battesimo di Gesù ci rivela che a Dio è piaciuto, nella sua ricerca di comunione con l’uomo, scendere dal cielo e inginocchiarsi davanti alla nostra umanità, per raggiungerci là dove la tragedia del peccato ci ha condotto. Senza perdere la sua dignità, Dio si è rivelato solidale con noi laddove neppure noi riusciamo a essere solidali con noi stessi” (RP).
Il grande dono del Natale è quello di essere amati, di essere figli nel Figlio. Dio ha visitato il mondo attraverso suo Figlio, che entra nella nostra condizione umana fragile e mi dice che sono suo figlio, che sono da lui amatissimo. Ciascuno di noi dovrebbe sperare che Dio gli possa dire: “Di te mi compiaccio, di te mi rallegro!”
Per gentile concessione di don Vincenzo Leonardo Manuli
Link all’articolo del suo blog
Don Vincenzo è nato il 7 giugno 1973 a Taurianova. Dopo la laurea in Economia Bancaria Finanziaria ed Assicurativa nell’Università Statale di Messina conseguita nel 1999, ha frequentato il Collegio Capranica a Roma dal 2001 al 2006. Ha studiato filosofia e teologia presso la Pontificia Università Gregoriana di Roma dal 2001 al 2006 retta dai padri gesuiti della Compagnia di Gesù. […]
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