La salvezza, per Dio, non è un’astrazione ma è una incarnazione. Incarnazione che si fa bambino Gesù. Dio incarnato è salvezza perché riempie la distanza che esisteva fra Dio e l’uomo.
Quel Dio che era visto come lontano, quel Dio che era punitivo per coloro che non erano dei suoi, quel Dio che falciava i nemici e che abbandonava i suoi quando non si mostravano fedeli alla sua legge.
Quel Dio che, come gli dei dell’antica Grecia e come gli dei dell’impero Romano, giocava con gli uomini trattandoli secondo i suoi capricci. Gli uomini erano giocattoli nelle loro mani che servivano a fare passare la noia di un tempo sempre uguale e abitudinario: un bel diversivo da usare con ogni sorta di modalità e crudeltà. È incredibile come per gli uomini, e quindi anche per i loro dei, la crudeltà verso l’altro spesso diventi motivo di trastullo e di godimento.
Quel Dio distante si è fatto carne ed è divenuto luce per manifestare la vera natura di Dio agli uomini. Questa luce che è nata nella notte per noi è manifestazione, è svelamento di qualcuno che da sempre aspettavamo.
Questa luce è Dio che è padre e manifesta tutta la sua misericordia verso gli uomini. E quando noi vediamo questa luce, quando ne diveniamo capaci di coglierla, tutto può essere lasciato. Ora lascia, o Signore, che il tuo servo vada in pace, perché ho visto la luce. Lascia, lascia ogni legame, lascia ogni sicurezza, lascia anche il legame della vita, lascia anche la mia attesa e la mia speranza, perché ho visto. La promessa si è realizzata e si è realizzata nella mia anzianità.
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Ed è interessante notare come la luce non è qualcosa di indifferente. La luce crea ombre, la luce evidenzia le differenze. La luce chiede di posizionarci in un certo modo di fronte alla vita, per non essere abbagliati da essa e potere invece guardare ciò che la luce illumina, in modo bello e vero.
La luce evidenzia il bene e il male, le cose belle e le magagne. La luce è per la vita e per la morte. La luce, la Luce Gesù, diventa motivo di salvezza e di perdizione.
La luce esalta le differenze ed esaltando le differenze la luce mette in evidenza quello che può essere salvezza oppure caduta. Possiamo vedere alla Luce, se vogliamo, quanto è salvifico e quanto salvifico non è. La Luce ci mostra quello che è buono e quello che non è buono. Gesù Luce delle genti non condanna nessuno – Lui è venuto nel mondo non per condannare ma per salvare – ma evidenzia se una scelta è buona oppure no, è bene o male, è bella o brutta.
Evidenziando i pensieri dei cuori mostra le cadute e le risurrezioni che appartengono al nostro quotidiano pellegrinare.
Ed è una sofferenza accorgerci di quante opportunità noi sprechiamo per strada e buttiamo via; ed è una sofferenza vedere quanto siamo incapaci di vivere l’amore.
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È una sofferenza che si può tramutare in gioia perché via per risorgere, via per accogliere la risurrezione che ci viene da Gesù sole che sorge dall’alto, Lui che è luce per illuminare le genti e gloria del suo popolo Israele.
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