Arcidiocesi di Pisa – Commento al Vangelo del 29 dicembre 2025

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L’evangelista Luca ci porta nel tempio di Gerusalemme dove Maria e Giuseppe presentano Gesù per la purificazione rituale secondo la legge di Mosè. Nel tempio avviene l’incontro con Gesù che l’anziano Simeone, “uomo giusto e pio”, aveva tanto atteso.

L’attesa è parte della nostra quotidianità: l’attesa di rivedere un amico, di ricevere un abbraccio, l’attesa di una risposta dopo un colloquio di lavoro, l’attesa durante la fila in posta, dopo aver fatto un esame all’università, il risultato di una visita medica… Come vivi l’attesa? Cosa o chi attendi? Simeone attendeva con fiducia e speranza la venuta del Messia Salvatore; la salvezza, tanto desiderata, finalmente è arrivata.

Tutti noi abbiamo bisogno di salvezza: questa consapevolezza ci mostra la nostra fragilità di creature e si scontra con la presunzione di poterci salvare da soli. La salvezza viene da Dio e questa salvezza agisce ancor più visibilmente nei cuori di coloro che avvertono la necessità di essere salvati e di chiedere aiuto.

Simeone accoglie tra le braccia Gesù, esulta pieno di gioia nello Spirito Santo e canta la venuta del Messia: «Ora puoi lasciare, o Signore, che il tuo servo vada in pace, secondo la tua parola, perché i miei occhi hanno visto la tua salvezza, preparata da te davanti a tutti i popoli: luce per rivelarti alle genti e gloria del tuo popolo, Israele». Ora può anche terminare la sua vita; la salvezza si è realizzata, si è fatta carne, noi ne siamo testimoni e possiamo annunciarla a tutti.

Ora viviamo nell’attesa della venuta finale del Signore; restiamo vigili, attenti e pronti a riconoscere i segni che Dio opera ogni giorno nella nostra storia.

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Per Riflettere

Quando ho saputo riconoscere la venuta del Messia nella mia vita e i segni della sua salvezza?

FONTE: Ascolta e Medita – Centro Pastorale per l’Evangelizzazione e la Catechesi

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