don Domenico Bruno – Commento al Vangelo del 6 gennaio 2026

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Cosa stiamo seguendo davvero quando prendiamo decisioni importanti, una luce che orienta o un luccichio che abbaglia per un attimo e poi sparisce?

È una domanda scomoda ma necessaria, perché anche noi come i Magi viviamo in un tempo pieno di segnali, notifiche, promesse urlate, chiacchiere, algoritmi che indicano strade apparentemente sicure e invece spesso ci lasciano più vuoti di prima.

Le letture dell’Epifania ci mettono davanti a una verità semplice e potente. Dio non ama restare nascosto. Non si compiace dell’enigma. Si fa vedere, si fa trovare, si fa dono. Isaia lo dice con immagini luminose, “Alzati, rivestiti di luce”, come se la fede non fosse un rifugio ma una sveglia. Paolo agli Efesini parla di un mistero finalmente svelato, non per pochi eletti ma per tutti. Matteo ci racconta di uomini venuti da lontano, stranieri, cercatori, che non avevano il linguaggio giusto né il pedigree, il certificato religioso corretto, eppure sono stati capaci di mettersi in cammino.

I Magi non erano re fiabeschi, erano sapienti dell’Oriente, probabilmente astrologi persiani, gente abituata a leggere il cielo perché al tempo di Gesù le stelle non erano magia ma mappe, servivano per orientarsi nei viaggi lunghi nel deserto.

Ecco allora che la stella non ti porta in braccio, ma ti costringe a camminare. Così è la fede. Non sostituisce la fatica ma le dà un senso.

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Sant’Agostino diceva che Dio è più intimo a noi di noi stessi, eppure non invade, attira. Gesù si fa dono, non trattiene nulla per sé. È il dono del Padre all’umanità e allo stesso tempo accoglie i doni dei Magi, oro incenso e mirra, come a dirci che anche noi possiamo offrire quello che siamo, non quello che sembriamo. L’oro delle nostre scelte sincere, l’incenso del tempo speso per ciò che conta, la mirra delle ferite accettate e non nascoste.

Epifania significa manifestazione, Dio che esce allo scoperto e chiede a noi di fare lo stesso. Oggi i luccichii inutili hanno nomi precisi: successo immediato, visibilità a ogni costo, intelligenze artificiali trattate come oracoli, guadagni facili promessi online, relazioni usa e getta… Brillano, ma non scaldano.

La luce di Cristo invece non acceca, ma accompagna. Non elimina le notti, le attraversa. Nelle dinamiche di oggi, nelle amicizie, negli affetti, nelle scelte di studio e di lavoro, l’Epifania ci chiede una cosa concreta: da che parte stiamo andando? E con chi? I Magi dopo aver incontrato Gesù tornano per un’altra strada. Non perché tutto sia cambiato fuori, ma perché qualcosa era cambiato dentro di loro.

Questo è l’annuncio buono di oggi, ossia che la promessa si è realizzata, la luce c’è! Non dobbiamo inventarla. Dobbiamo solo decidere se metterci in cammino, seguendo la luce vera che illumina il mondo, senza farci ingannare dai riflessi che durano una stagione.

Coraggio. Dio non è lontano, è venuto verso di noi e ci aspetta, come un dono aperto, che lo accogliamo.

Fonte: il blog di don Domenico | Unisciti al suo canale Telegram @annunciatedaitetti oppure clicca QUI |Visita anche il suo canaleYOUTUBE