p. Fernando Armellini – Commento al Vangelo del 7 Dicembre 2025

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Padre Fernando Armellini, biblista Dehoniano, commenta il Vangelo di domenica 7 dicembre 2025.
Se sei interessato a tutti i sui commenti al Vangelo, puoi leggerli qui.

Fiorirร  come palma

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Israele era un albero che il Signore aveva fatto germogliare e aveva coltivato. Poi erano venuti i nemici che, armati di scure da tagliaboschi, avevano vibrato colpi impietosi e lo avevano ridotto a un tronco spoglio e desolato (Sal 74,5-6).

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รˆ la nostra storia. In balia delle forze del male che ci soggiogano, ci tolgono la luce e il respiro, diventiamo rami secchi, incapaci di dare frutti.

Ma guai perdere la speranza!

โ€œNei giorni futuri โ€“ assicurano i profeti โ€“ Israele metterร  radici, fiorirร  e germoglierร , riempirร  il mondo di fruttiโ€ (Is 27,6). โ€œIo sarรฒ come rugiada per Israele โ€“ dice il Signore โ€“ esso fiorirร  come un giglio, metterร  radici come un albero del Libano, si spanderanno i suoi germogli e avrร  la bellezza dellโ€™ulivo e la fragranza del Libanoโ€ (Os 14,4-5).

Nulla รจ impossibile a Colui che ha fatto fiorire perfino il bastone secco di Aronne (Es 17,23).

Secondo le promesse del Signore, dalla radice di Iesse รจ spuntato un albero vigoroso โ€“ Cristo โ€“ nel quale tutti verranno innestati. Da lui uscirร  la linfa che manterrร  rigoglioso e farร  produrre frutti abbondanti ad ogni albero piantato nel giardino di Dio.

Non esistono situazioni disperate per chi crede nellโ€™amore del Signore.

Per interiorizzare il messaggio, ripeteremo:
โ€œTemiamo la scure dei nemici, non quella di Dio che elimina le piante maligne dal nostro giardinoโ€.

Vangelo (Mt 3,1-12)

1 In quei giorni comparve Giovanni il Battista a predicare nel deserto della Giudea, 2 dicendo: โ€œConvertitevi, perchรฉ il regno dei cieli รจ vicino!โ€.
3 Egli รจ colui che fu annunziato dal profeta Isaia quando disse: โ€œVoce di uno che grida nel deserto: Preparate la via del Signore, raddrizzate i suoi sentieri!โ€.
4 Giovanni portava un vestito di peli di cammello e una cintura di pelle attorno ai fianchi; il suo cibo erano locuste e miele selvatico. 5 Allora accorrevano a lui da Gerusalemme, da tutta la Giudea e dalla zona adiacente il Giordano; 6 e, confessando i loro peccati, si facevano battezzare da lui nel fiume Giordano.
7 Vedendo perรฒ molti farisei e sadducei venire al suo battesimo, disse loro: โ€œRazza di vipere! Chi vi ha suggerito di sottrarvi allโ€™ira imminente? 8 Fate dunque frutti degni di conversione, 9 e non crediate di poter dire fra voi: Abbiamo Abramo per padre. Vi dico che Dio puรฒ far sorgere figli di Abramo da queste pietre. 10 Giร  la scure รจ posta alla radice degli alberi: ogni albero che non produce frutti buoni viene tagliato e gettato nel fuoco.

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11 Io vi battezzo con acqua per la conversione; ma colui che viene dopo di me รจ piรน potente di me e io non son degno neanche di portargli i sandali; egli vi battezzerร  in Spirito santo e fuoco. 12 Egli ha in mano il ventilabro, pulirร  la sua aia e raccoglierร  il suo grano nel granaio, ma brucerร  la pula con un fuoco inestinguibileโ€.

Al tempo di Gesรน si riteneva che Elia non fosse morto, ma fosse stato rapito in cielo per ricomparire un giorno. Infatti il profeta Malachia aveva predetto: โ€œEcco, io manderรฒ un mio messaggero a preparare la via davanti a meโ€ฆ Io invierรฒ il profeta Elia prima che giunga il giorno grande e terribile del Signoreโ€ (Ml 3,1.23).

Quando, dopo la Pasqua, i primi cristiani si resero conto che โ€œil giorno del Signoreโ€ era quello in cui Gesรน aveva portato la salvezza, compresero anche chi era lโ€™Elia di cui aveva parlato il profeta: era il Battista, incaricato da Dio di preparare il popolo alla venuta del messia. Si ricordarono anche di ciรฒ che di lui aveva detto il Maestro: โ€œChe cosa siete andati a vedere nel deserto? Una canna agitata dal vento? Un uomo avvolto in morbide vesti? Un profeta? Sรฌ, vi dico, e piรน che un profeta. Egli รจ colui del quale sta scritto: Ecco io mando davanti a te il mio messaggero, egli preparerร  la via davanti a teโ€ (Lc 7,25-27). โ€œLa Legge e tutti i Profeti infatti hanno profetato fino a Giovanni. E se lo volete accettare, egli รจ quellโ€™Elia che deve venireโ€ (Mt 11,13-14; 17,13).

Chi era Giovanni? Un personaggio piuttosto enigmatico. Giuseppe Flavio โ€“ il famoso storico del tempo โ€“ lo presenta cosรฌ: โ€œEra un uomo buono che esortava gli ebrei a vivere una vita retta, trattandosi con giustizia reciprocamente e sottomettendosi con devozione a Dio, e facendosi battezzare. In veritร , Giovanni era dellโ€™idea che nemmeno questo lavacro fosse accettabile come perdono per i peccati, ma era convinto che si risolveva soltanto in una purificazione del corpo, se lโ€™anima non era stata purificata in precedenza grazie ad una condotta rettaโ€ (Antichitร  Giudaiche 18.5.2 ยงยง 116-119).

Nel vangelo di oggi Matteo lo descrive come un uomo austero (v. 4). Il suo cibo era quello semplice degli abitanti del deserto, il suo vestito era rozzo: la cintura ai fianchi che contraddistingueva Elia (2 Re 1,8) e il mantello di pelo โ€“ la divisa dei profeti (Zac 13,4).

Tutta la persona del Battista era denuncia e condanna della societร  opulenta che โ€“ allora come oggi โ€“ puntava sullโ€™effimero, sul frivolo, sui falsi valori del lusso e dellโ€™ostentazione.

Il suo messaggio รจ riassunto dallโ€™evangelista in una semplice frase: โ€œConvertitevi, perchรฉ il regno dei cieli รจ vicino!โ€ (v. 2).

La speranza in un futuro migliore era uno dei temi centrali del messaggio dei profeti. A differenza degli altri popoli che ponevano la loro etร  dellโ€™oro nel passato, Israele collocava il โ€œregno di Dioโ€ nel futuro. Attendeva un mondo dove il Signore avrebbe fatto trionfare lโ€™armonia e abbondare la pace, un mondo dove i rapporti interpersonali sarebbero stati improntati allโ€™amore, alla riconciliazione con la natura, con gli uomini, con Dio.

I predicatori apocalittici avevano descritto la storia dellโ€™umanitร  come un susseguirsi di regni di bestie. โ€œBestie emerse dal mareโ€ erano stati i grandi imperi di Babilonia, Media, Persia, Grecia (Dn 7). I tempi erano difficili, ma non ci si doveva perdere dโ€™animo: il mondo antico era ormai alla fine e il mondo nuovo stava per fare irruzione.

I dolori presenti non dovevano essere interpretati come segni di morte, ma come sofferenze di un difficile parto: preludevano alla nascita della nuova era.

Essendo queste le attese del popolo, รจ facile intuire come la predicazione di Giovanni suscitasse enorme entusiasmo. Tutti correvano a farsi battezzare per essere introdotti per primi in questo โ€œregno di Dioโ€.

Il battesimo con lโ€™acqua non era perรฒ sufficiente. Il Giordano non era una piscina da cui si usciva miracolosamente purificati dai peccati. Per disporsi ad entrare nel โ€œregnoโ€ era necessario โ€œconvertirsiโ€, cioรจ invertire il cammino, cambiare rotta, modificare completamente il modo di pensare e di agire. Non bastava correggere qualche comportamento morale, bisognava mettere in atto un nuovo esodo.

โ€œUscivano verso di lui da Gerusalemmeโ€ฆโ€. Ecco il popolo dโ€™Israele, ormai installato nella terra promessa, che abbandona la propria condizione di presunta libertร  e ritorna al Giordano. Si riteneva libero, ma in realtร  continuava ad essere schiavo: delle proprie convinzioni religiose, della propria ostinazione, della falsa immagine di Dio che si era fatta.

โ€œConfessavano i loro peccatiโ€. Prendevano coscienza di vivere ancora in esilio, di essere privi della libertร .

Tutti gli anni, nella seconda domenica di Avvento, la liturgia propone ai cristiani la predicazione del Battista perchรฉ, come egli preparรฒ il popolo dโ€™Israele alla venuta del messia, cosรฌ oggi รจ in grado di insegnare ad accogliere il Signore che viene.

Oggi come allora, il passo piรน difficile da compiere รจ comprendere che รจ necessario โ€œuscireโ€ dalla โ€œterraโ€ in cui ci si รจ installati, โ€œuscireโ€ dalle false sicurezze religiose e teologiche che ci si รจ costruiti e accogliere la novitร  della parola di Dio.

Non tutti hanno risposto con sollecitudine allโ€™invito del Battista, non tutti sono stati disponibili a operare un cambiamento interiore radicale. I farisei e i sadducei, pur incuriositi dalla predicazione di Giovanni, stentavano a lasciarsi coinvolgere, non si fidavano, preferivano mantenere le loro certezze (vv. 7-10). Pensavano di essere giร  a posto con Dio per il fatto di essere figli di Abramo. Questa falsa sicurezza sarร  denunciata in seguito da un famoso detto rabbinico: โ€œCome la vite si appoggia su legni secchi, cosรฌ gli israeliti si appoggiano sui meriti dei loro padriโ€.

Il rimprovero con cui il Battista accoglie farisei e sadducei รจ severo: โ€œRazza di vipere!โ€. Li paragona a serpi che iniettano il loro veleno di morte in chi inavvertitamente si accosta a loro. Poi passa allโ€™invettiva, allโ€™annuncio delle catastrofi che stanno per colpirli: corrono il rischio di venire tagliati come un albero che non porta frutto e di essere bruciati come pula. Su di loro incombe lโ€™ira di Dio.

Siamo di fronte a immagini drammatiche che sembrano smentire il sogno di Isaia della prima lettura.

Il tono รจ minaccioso e non sorprende sulla bocca del Battista; cosรฌ si esprimevano i predicatori di quel tempo ed รจ questo il linguaggio che compare spesso anche nella Bibbia. Il precursore lo impiega per mettere in guardia chi rifiuta lโ€™invito alla conversione: si priva dellโ€™incontro di amore con Cristo che viene per introdurlo nella sua gioia e nella sua pace.

Nel contesto di tutto il vangelo le parole del precursore assumono un significato che va oltre quello immediato. รˆ successo anche a Caifa di pronunciare, senza rendersene conto, una profezia.

Quando parlava dellโ€™ira divina, Giovanni non aveva le idee chiare su come si sarebbe manifestata.

Lโ€™ira di Dio รจ unโ€™immagine che ricorre spesso nellโ€™AT e non va intesa come unโ€™esplosione di livore della persona offesa. รˆ espressione dellโ€™amore di Dio: si scaglia contro il male, non contro chi lo compie; non vuole colpire lโ€™uomo, ma sottrarlo al peccato.

La scure, che taglia gli alberi alla radice, ha la stessa funzione attribuita da Gesรน alla forbice che pota la vite e la libera rami inutili che la privano della preziosa linfa e la soffocano (Gv 15,2). Gli alberi divelti e gettati nel fuoco non sono gli uomini, che Dio ama sempre come figli, ma le radici del male che sono presenti in ogni uomo e in ogni struttura e che devono essere fatte a pezzi in modo che non possano piรน gettare germogli (Ml 3,19).

I tagli sono sempre dolorosi, ma quelli operati da Dio sono tagli provvidenziali: creano le condizioni perchรฉ spuntino rami nuovi, capaci di produrre frutti.

Il ventilabro, infine, con cui il Signore attua il suo giudizio รจ immagine viva: descrive il modo con cui lโ€™operato di ogni uomo viene vagliato da Dio.

Nei tribunali umani i giudici prendono in considerazione solo gli errori e pronunciano la sentenza in base al male commesso. Delle opere buone tengono poco conto. Nel giudizio di Dio avviene esattamente il contrario. Egli, con il ventilabro della sua parola, sottopone ogni uomo al soffio impetuoso del suo Spirito che spazza via la pula e lascia sullโ€™aia solo i preziosi chicchi: le opere di amore che, poche o molte, tutti compiono.

Nel sito Settimana News sono presenti anche i commenti alla prima e seconda lettura.

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