“Sette pani, e pochi pesciolini”
È bello vedere Gesù, preso dalla compassione per la folla affamata, moltiplicare il pane e dar loro da mangiare. Molto spesso però questo scenario sembra lontano dalla quotidianità e si continua a vedere la gente affamata e le risorse limitate. Non solo in termini materiali.
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Ci ritroviamo un po’ tutti quanti affamati di senso, di speranza, di attenzioni e di affetto. Bisognosi di gesti di tenerezza, di qualcuno che sappia ascoltarci, dedicarci del tempo, interessarsi alla nostra vita, alle nostre difficoltà. Qualcuno che sappia come entrare nelle nostre solitudini nascoste e colmarle di amore. Dinanzi a tutta questa fame anche rivivere questo miracolo forse non ci risolleverebbe di molto.Dall’altro
lato, come i discepoli ci ritroviamo spesso senza risorse e senza competenze. Inadeguati nel capire, nell’andare incontro all’altro, fragili e incostanti. Davanti a questa fame, siamo solo con pochi pani e pochi pesciolini. Eppure Gesù non ci ha mai chiesto di fare miracoli, ma solo di distribuire quello che Lui provvede. È questo quello a cui siamo chiamati. Dare quel bene di cui siamo capaci anche se è poco e fare in modo che aumenti sempre di più, attingendo da Gesù quanto più possiamo.
In breve
Non sei chiamato a fare miracoli. Ma solo a distribuire agli altri il bene che è dentro di te e ad attingerlo da Gesù in modo che sia sempre di più.
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