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fra Stefano M. Bordignon – Commento al Vangelo del 1 dicembre 2025

โ€œSignore, io non sono degno che tu entri sotto il mio tetto, ma dรฌ soltanto una parola e il mio servo sarร  guaritoโ€ sono parole di un uomo che riconosce i propri limiti, ma che crede con tutto il cuore nella potenza della parola di Gesรน.

รˆ la fede del centurione, una fede che non chiede segni, ma confida totalmente.
Anche noi ripetiamo queste stesse parole ogni volta che partecipiamo alla Messa. Prima di ricevere lโ€™Eucaristia, riconosciamo la nostra fragilitร : Signore, non sono degno di partecipare alla tua mensa, ma dรฌ soltanto una parola e io sarรฒ salvato.

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Chiediamo a Dio una parola che ci salvi. Ma non sentiamo una voce dal cielo che ci dice: โ€œSei guaritoโ€, ma vediamo il sacerdote sollevare lโ€™ostia, e in quel gesto cโ€™รจ la risposta di Dio.

Quella parola che il centurione attendeva, noi la riceviamo nel silenzio dellโ€™Eucaristia. รˆ la Parola fatta carne, che si dona a noi come pane di vita. Non serve che Dio parli, perchรฉ giร  si รจ espresso con tutto se stesso: nel Corpo e nel Sangue di Cristo, innalzati davanti a noi, cโ€™รจ la risposta che guarisce il cuore e dร  pace allโ€™anima.

Ogni volta che diciamo โ€œSignore dรฌ una parola e io sarรฒ salvatoโ€, Dio la pronuncia davvero, e quella Parola รจ Gesรน stesso che viene a salvarci.