mons. Giuseppe Mani – Commento al Vangelo di domenica 30 novembre 2025

- Pubblicitร  -

Tenersi pronti

La nostra vita รจ unโ€™attesa quotidiana. Siamo perpetuamente spinti verso il futuro, verso ciรฒ che speriamo. In questo orizzonte ci appare piรน o meno ciรฒ che noi abbiamo: la felicitร , il benessere, la pace, la riuscita, il compimento di qualche desiderio. Viviamo di speranza. Oppure non aspettiamo niente o la disperazione o il suicidio.

Aspettare, sperare, preparare un domani รจ fortemente radicato in noi. Anche quando le prove, i fallimenti ci feriscono, rinasce il piccolo fiore della speranza e ricominciamo a vivere, a far progetti, a programmare lโ€™avvenire.

Lโ€™attesa di Dio. Dire che Dio aspetta qualcosa รจ un modo umano di parlare: per Lui tutto รจ presente. Non ha bisogno o desiderio della nostra collaborazione. Si puรฒ invece dire che Dio ha un desiderio di amore fin dalle nostre origini, un progetto per la terra e per lโ€™uomo sulla terra. Creando lโ€™uomo a sua immagine e somiglianza, Dio non ha cessato di modellare lโ€™uomo ai ritmi del suo progetto sollecitando la sua libertร  e il suo ruolo di partner. Malgrado tante recessioni di cui la Bibbia ne รจ eco, il Signore non ha mai abbassato le braccia o disperato dellโ€™uomo.

Nessuno puรฒ essere soddisfatto del mondo in cui vive, veicolo di ingiustizie e di sofferenze. Gli esseri umani aspirano alla dignitร , alla riconoscenza, a vivere decentemente. A questo aspirano e per questo lottano. A piccoli passi impercettibili lโ€™umanitร  avanza e il progetto di Dio si concretizza. Dio costruisce con noi segni del mondo di domani. Mille avanzamenti quotidiani, gesti di amore, di pace, di condivisione sono indice di questo cammino alla โ€œluce di Dioโ€ di cui Isaia parla. I santi sono testimoni privilegiati di questo mondo nuovo.

La vigilanza dellโ€™uomo. Dinanzi al pericolo dellโ€™addormentamento: โ€œNo! Non si assopisce, non dorme il custode dโ€™Israeleโ€. Facilmente possiamo lasciarci andare al sonno, insensibilmente lasciarci andare alla sonnolenza morale, spirituale che ci rende fragili, vulnerabili, incapaci di reagire e di progredire. Ho visto famiglie in serie difficoltร  dopo dieci anni di matrimonio. La coppia va alla deriva lentamente senza rendersene conto, in gran parte per mancanza di comunicazione.

In che stato mi trovo? In stato di veglia? Le mie abitudini, le mie occupazioni, i miei confort, le mie indulgenze, complici dinanzi a me stesso e alle mie debolezze, le mie ricchezze, i miei piaceri mi hanno a poco a poco โ€œanestetizzatoโ€ e reso insensibile ai pericoli, sordo e cieco nella mia relazione col Signore e con gli altri. Paolo ci ricorda le tenebre che addormentano lo spirito e lโ€™anima. Ciascuno puรฒ utilizzare, completare e inventare questi โ€œsonniferi spiritualiโ€.

Vegliare. Il Signore passa nella mia vita. Bussa alla mia porta: โ€œEโ€™ ora di svegliarsi dal sonnoโ€, insiste San Paolo. Per chi vegli un malato o ai navigatori solitari non รจ permesso addormentarsi, assopirsi, perchรฉ il pericolo puรฒ venire ad ogni istante.

In questo tempo di Avvento il tempo si fa breve. Prendiamo sul serio questo appello alla vigilanza di questa domenica.

Cominciamo un nuovo anno liturgico attendendo nella speranza, riprendendo coraggio, ricominciando e ripartire.

Fonte

Altri Articoli
Related

Paolo Curtaz – Commento al Vangelo del 7 Febbraio 2026

Erano come pecore che non hanno pastore.Dal Vangelo secondo...

don Luigi Maria Epicoco – Commento al Vangelo del 7 Febbraio 2026

Erano come pecore che non hanno pastore.Dal Vangelo secondo...

don Claudio Bolognesi – Commento al Vangelo del 8 Febbraio 2026

Sรฌ... lo sappiamo. Nel Vangelo di questa domenica Tu dici che...

don Nicola Galante – Commento al Vangelo di domenica 8 Febbraio 2026

Il Vangelo di questa domenica rientra nel primo dei cinque discorsi...