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Paolo Curtaz – Commento al Vangelo del 29 Novembre 2025

Vangelo del giorno di Lc 21,34-36

Vegliate, perché abbiate la forza di sfuggire a tutto ciò che sta per accadere.
Dal Vangelo secondo Luca

In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli:
«State attenti a voi stessi, che i vostri cuori non si appesantiscano in dissipazioni, ubriachezze e affanni della vita e che quel giorno non vi piombi addosso all’improvviso; come un laccio infatti esso si abbatterà sopra tutti coloro che abitano sulla faccia di tutta la terra.
Vegliate in ogni momento pregando, perché abbiate la forza di sfuggire a tutto ciò che sta per accadere e di comparire davanti al Figlio dell’uomo».

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Parola del Signore.

Viene il Signore Gesù, Maranatha! Con questa grande invocazione chiudiamo l’anno liturgico per iniziare l’Avvento, leggendo il Vangelo di Matteo. 

Ma abbiamo ancora il tempo per un ultimo appello, un grido di speranza, una raccomandazione rivolta a tutti noi: vigiliamo su noi stessi! Perché il tratto di strada da compiere per raggiungere la pienezza è ancora lungo e potremmo appesantire il nostro cuore.

Che immagine densa e inquietante quella del cuore pesante? Un’anima che non sa più alzarsi in volo, che non riesce più ad essere leggera per raggiungere il cuore di Dio. Occorre vigilare, ammonisce Gesù nel Vangelo di oggi.

Le dissipazioni, le ubriachezze e gli affanni della vita possono impedirci di vedere, impedirci di vivere. Le dissipazioni: in un mondo in cui siamo costretti alla frenesia, ritrovare un ritmo di interiorità richiede una forza di carattere notevole per non disperdersi in mille rivoli. Perché non approfittare di questi giorni per riprendere un quotidiano ritmo di preghiera?

Le ubriachezze: il nostro mondo ci invita a fare esperienza di tutto, a osare, a sperimentare. E alla fine ci ritroviamo a pezzi. Attenti, amici, a non cadere nell’inganno che le sirene del nichilismo ci propongono: abbiamo bisogno di unità, non di frantumazione. E questa scelta compiamola non in rispetto ad una ipotetica scelta morale, ma nella consapevolezza che Dio solo conosce la verità dell’essere.

Gli affanni della vita che esistono e non possiamo eliminare ma solo controllare mettendo al centro la ricerca di Dio e del nostro vero io.

Chiudiamo questo anno liturgico con un pressante invito alla vigilanza che ci prepara al cammino di Avvento e al nuovo anno. Gesù è venuto nella Storia e tornerà nella gloria, questo crediamo, e ora chiede a ciascuno di noi, ancora e ancora, di lasciarlo entrare nel nostro cuore, nella nostra vita, vigilando su noi stessi, senza sederci, senza abituarci, senza stancarci.

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+++Commento di Paolo Curtaz tratto, per gentile concessione, dal libretto Amen, la Parola che salva.+++

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