- Pubblicità -

Giorgio Schiavo – Commento al Vangelo del giorno, 25 novembre 2025

Profezia, Preghiera e Gloria di Cristo

Il commento di questo martedì, riflette su come l’umanità abbia sempre affrontato guerre, carestie e pestilenze nel corso della storia. L’analisi si concentra su un parallelismo teologico tra il profeta Daniele, vissuto durante l’esilio a Babilonia, e l’annuncio apocalittico fatto da Gesù Cristo ai suoi discepoli.

Entrambe le figure dimostrano che l’uomo partecipa al disegno salvifico divino, e di fronte alle prove, l’arma più grande è la preghiera, come testimoniato dalle azioni di Daniele e dagli insegnamenti lasciati da Gesù alla Chiesa nascente. La conclusione esorta i fedeli a non farsi spaventare dagli eventi futuri, ma a rimanere pronti e attenti ai falsi profeti, mantenendo la fede attraverso le virtù teologali della fede, speranza e carità.

- Pubblicità -

Trascrizione del video.

Guerre, carestie e pestilenze sono drammi che l’uomo ha sempre vissuto nella storia e che ancora oggi viviamo. L’essere umano, seppure dominatore della terra, ne è pur sempre parte e ad essa dovrà tornare. Pace e bene.

Nel Vangelo di oggi, Gesù fa un annuncio apocalittico ai suoi discepoli, ma allo stesso modo li rassicura che non è mai la fine, perché la sua gloria prevarrà sulla sciagura.

Nella prima lettura, conosciamo un giovane di nome Daniele che è stato un profeta giudeo esportato a Babilonia ai tempi dell’esilio. Daniele è un giovane pieno di sapienza e al quale Dio avrebbe dato la capacità di profetare non solo il futuro del popolo di Israele e del suo tempio, ma anche la venuta di Gesù Cristo. Questo parallelismo tra il racconto di Daniele con quello di Gesù ci fa capire che l’uomo nella storia ha sempre parte pato alla realizzazione del disegno divino salvifico.

Se andiamo a leggere il libro di Daniele, ci rendiamo conto che più volte la sua vita è stata messa a dura prova. Ma davanti a questa prova, Daniele prega Dio, lo loda, lo benedice, facendosi uso dei salmi. Di fronte alla sciagura, l’uomo si mette in preghiera di lode a Dio.

Ed è ciò che Gesù ha sempre fatto nelle prove del deserto, nel Getzemani, nell’ultimo momento in cui era sulla croce che si è rivolto al Padre. Ed è ciò che ha lasciato come insegnamento alla Chiesa nascente: di fronte alla violenza, l’arma più grande è la preghiera. È un argomento difficile da concepire, ma tanti fedeli in Cristo che hanno pregato a Dio sono stati liberati.

In definitiva, il Signore non ci vuole impauriti sugli eventi che stanno accadendo o che accadranno, ma ci vuole pronti; altrimenti non ci avvertirebbe. Se notiamo, i profeti della storia avvisano i re, cioè figure di una certa importanza attraverso le quali il messaggio può essere facilmente divulgato al popolo. Certo, come dice Gesù, bisogna stare attenti a chi si ritiene profeta perché non tutti fanno la volontà di Dio. Ma se una profezia invita alla preghiera e alle virtù teologali (fede, speranza e carità), di quale dubbio o paura dovremmo avere?.

Oceano fa parte dell’associazione “I Tre Arcangeli” nella provincia di Verona. Un gruppo di laici, nato inizialmente come cenacolo di preghiera, opera al servizio del prossimo, guidato dal principio che “dove c’è carità e Amore, lì c’è Dio”. La loro missione è quella di accogliere, ascoltare e sostenere chiunque viva momenti di difficoltà e sofferenza, senza chiudere gli occhi davanti al bisogno altrui.

Missione e valori

Il Cenacolo si impegna a vivere la carità, offrendo aiuto concreto e vicinanza spirituale a chi cerca conforto e speranza. L’obiettivo è dare testimonianza di fede attraverso l’amore verso il prossimo, rendendo la comunità un luogo di condivisione e solidarietà.

Invito alla partecipazione

Chiunque desideri partecipare oppure sostenere le attività dell’associazione, sarà accolto con fraternità, per continuare insieme il cammino nella luce del Vangelo e della carità.

BancoBPM Codice IBAN : IT64C0503459700000000000265
Causale: Erogazione liberale