Vangelo del giorno di Mt 12,46-50
Paolo commenta il brano del Vangelo di Luca 19, 45-48
PRESENTAZIONE DELLA BEATA VERGINE MARIA – MEMORIA
Tendendo la mano verso i suoi discepoli, disse: «Ecco mia madre e i miei fratelli!».
Dal Vangelo secondo Matteo
In quel tempo, mentre Gesù parlava ancora alla folla, ecco, sua madre e i suoi fratelli stavano fuori e cercavano di parlargli.
Qualcuno gli disse: «Ecco, tua madre e i tuoi fratelli stanno fuori e cercano di parlarti».
Ed egli, rispondendo a chi gli parlava, disse: «Chi è mia madre e chi sono i miei fratelli?». Poi, tendendo la mano verso i suoi discepoli, disse: «Ecco mia madre e i miei fratelli! Perché chiunque fa la volontà del Padre mio che è nei cieli, egli è per me fratello, sorella e madre».
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Parola del Signore.
È un pirata, il Signore, non un marinaio ligio e azzimato. È divorato dal fuoco di Dio, come i profeti, colmo di zelo bruciante. E no, non sopporta di vedere il tempio ridotto ad un supermercato, non concepisce un rapporto con Dio basato sul ricatto e non sull’amore.
ASCOLTA QUI IL COMMENTO
Ha pianto sulla città, un groppo gli ha serrato la gola vedendo in prospettiva la città santa diventata arrogante rifiutare i profeti come lui. La vede, facile profezia, distrutta dalla sua superbia, rasa al suolo dell’Impero romano.
Vede quel tempio, orgoglio e simbolo di un rinato orgoglio sovranista, raso al suolo dalla furia della X Legio Fretensis. Vede e piange perché Gerusalemme e i suoi abitanti, e noi, non abbiamo saputo, non sappiamo veramente riconoscere i sentieri della pace.
Ma non rimane fermo, non sprofonda nella depressione, si alza ed agisce. Farà qualcosa, anche di eclatante, anche di pericoloso. Perché il fuoco lo divora, perché non sopporta di vedere ridotto così il culto dei padri, il rapporto col Padre.
Non si mercanteggia con Dio, non lo si corrompe, perché come un buon Padre sa bene di cosa abbiamo bisogno. Allora, sì, per difendere quel volto è disposto a ribaltare tavoli e ad attirarsi tutto l’odio dei benpensanti di ogni tempo e di ogni luogo.
Lo odiano, i gestori del potere, coloro che si sono arrogati il ruolo di custodi di Dio, di gestori del divino. Non sopportano che qualcuno metta in discussione le loro certezze e i loro privilegi.
Ma non gli importa: è disposto a morire, e morirà, pur di non tradire il volto di Dio che ha scoperto e che racconta. E la folla impazzisce per lui, lo ama, pende dalle sue labbra. Perché è autentico, perché è innamorato, perché è radioso, perché è trasgressivo ma senza autocompiacersi.
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Anche noi pendiamo dalle tue labbra Signore, ascoltiamo ogni giorno e meditiamo la Parola che trascende e trasfigura le nostre parole. Perché ti amiamo e ci siamo scoperti amati, perché desideriamo più di ogni altra cosa che tu ci conduca a conoscere Dio e i sentieri della pace.
+++Commento di Paolo Curtaz tratto, per gentile concessione, dal libretto Amen, la Parola che salva.+++
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