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don Luigi Verdi – Commento al Vangelo di domenica 16 novembre 2025

La speranza più forte
di ogni buio esistenziale

Instancabili, infaticabili, “perseveranti”, così ci vorrebbe Dio, tanto sicuri del suo esserci vicino da non lasciarci terrorizzare, da non sprofondare nel buio degli avvenimenti.

Lui parlava così più di duemila anni fa e sembra invece che parli per oggi, per noi, per me, per tutte le volte che ci sembra di annegare nell’inspiegabile e nel disumano, nelle logiche perverse degli esseri e nella imprevedibilità della natura.

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Ce lo dice in altre parole il cardinale Tolentino Mendonça: «Non fermarti a condannare l’oscurità: accendi nel centro della vita una stella che danza» ed è proprio quella stella che a volte fatico a intravedere e ad accendere. Quando tutto intorno brucia, quando in questo incendio sono comprese le coscienze, le menti ed i cuori, quando le lacrime inondano questo “atomo opaco del male” Dio ci ricorda che la storia non va verso l’ignoto e la morte, ma cammina verso la vita. Sempre.

E Lui cammina con noi, attento ai dettagli, raccogliendo ciò che abbiamo disperso, attento perfino ad un capello. Lo avevamo già letto nel Vangelo della scorsa settimana che nulla e nessuno andrà perduto e oggi Gesù ce lo ripete, soffermandosi sull’inezia di un capello, insignificante per noi, ma forse prezioso per Lui.

Instancabili, infaticabili, “perseveranti” nella speranza, nel vegliare su ogni più piccolo germoglio di vita, nell’ostinato e folle desiderio di pace e di giustizia, nella caparbia fiducia in un amore più forte di ogni buio. […] Continua a leggere su Avvenire.