Tempo Ordinario XXXII, Colore verde – Lezionario: Ciclo C | Anno I, Salterio: sett. 4
Alla ricerca del volto di Dio
Ci sono giorni in cui la Parola ci invita a guardare oltre l’apparenza, a scrutare il senso nascosto delle cose, a riconoscere nel mondo che ci circonda la presenza discreta di Dio. Le letture di oggi ci conducono proprio su questo sentiero: dalla sapienza che scopre il Creatore nelle opere della creazione, fino alla voce di Gesù che ci chiama alla vigilanza, perché la venuta del Figlio dell’uomo non trovi i nostri occhi distratti.
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Sap 13,1-9
Se sono riusciti a conoscere tanto da poter esplorare il mondo, come mai non ne hanno trovato più facilmente il sovrano?
Dal libro della Sapienza
Davvero vani per natura tutti gli uomini
che vivevano nell’ignoranza di Dio,
e dai beni visibili non furono capaci di riconoscere colui che è,
né, esaminandone le opere, riconobbero l’artefice.
Ma o il fuoco o il vento o l’aria veloce,
la volta stellata o l’acqua impetuosa o le luci del cielo
essi considerarono come dèi, reggitori del mondo.
Se, affascinati dalla loro bellezza, li hanno presi per dèi,
pensino quanto è superiore il loro sovrano,
perché li ha creati colui che è principio e autore della bellezza.
Se sono colpiti da stupore per la loro potenza ed energia,
pensino da ciò quanto è più potente colui che li ha formati.
Difatti dalla grandezza e bellezza delle creature
per analogia si contempla il loro autore.
Tuttavia per costoro leggero è il rimprovero,
perché essi facilmente s’ingannano
cercando Dio e volendolo trovare.
Vivendo in mezzo alle sue opere, ricercano con cura
e si lasciano prendere dall’apparenza
perché le cose viste sono belle.
Neppure costoro però sono scusabili,
perché, se sono riusciti a conoscere tanto
da poter esplorare il mondo,
come mai non ne hanno trovato più facilmente il sovrano?
Parola di Dio.
Dal Sal 18 (19)
R. I cieli narrano la gloria di Dio.
I cieli narrano la gloria di Dio,
l’opera delle sue mani annuncia il firmamento.
Il giorno al giorno ne affida il racconto
e la notte alla notte ne trasmette notizia. R.
Senza linguaggio, senza parole,
senza che si oda la loro voce,
per tutta la terra si diffonde il loro annuncio
e ai confini del mondo il loro messaggio. R.
Vangelo del giorno di Lc 17,26-37
Così accadrà nel giorno in cui il Figlio dell’uomo si manifesterà.
Dal Vangelo secondo Luca
In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli:
«Come avvenne nei giorni di Noè, così sarà nei giorni del Figlio dell’uomo: mangiavano, bevevano, prendevano moglie, prendevano marito, fino al giorno in cui Noè entrò nell’arca e venne il diluvio e li fece morire tutti.
Come avvenne anche nei giorni di Lot: mangiavano, bevevano, compravano, vendevano, piantavano, costruivano; ma, nel giorno in cui Lot uscì da Sòdoma, piovve fuoco e zolfo dal cielo e li fece morire tutti. Così accadrà nel giorno in cui il Figlio dell’uomo si manifesterà.
In quel giorno, chi si troverà sulla terrazza e avrà lasciato le sue cose in casa, non scenda a prenderle; così, chi si troverà nel campo, non torni indietro. Ricordatevi della moglie di Lot.
Chi cercherà di salvare la propria vita, la perderà; ma chi la perderà, la manterrà viva.
Io vi dico: in quella notte, due si troveranno nello stesso letto: l’uno verrà portato via e l’altro lasciato; due donne staranno a macinare nello stesso luogo: l’una verrà portata via e l’altra lasciata».
Allora gli chiesero: «Dove, Signore?». Ed egli disse loro: «Dove sarà il cadavere, lì si raduneranno insieme anche gli avvoltoi».
Parola del Signore.
Il libro della Sapienza ci apre con uno sguardo che sa contemplare. “Gli stolti, per natura, non hanno conosciuto Dio”, dice l’autore, “pur potendo scorgere, nelle opere create, la mano che le ha formate.”
È un invito dolce ma forte: imparare a leggere il mondo come una parabola vivente, dove ogni albero, ogni stella, ogni respiro raccontano qualcosa del loro Autore. L’universo è come una lettera scritta da Dio all’umanità; ma serve un cuore puro per decifrarla.
Il Salmo 18 risponde a questo stupore con un canto luminoso: “I cieli narrano la gloria di Dio, l’opera delle sue mani annuncia il firmamento.”
Non ci sono parole, eppure la creazione parla. È un linguaggio silenzioso ma universale, che attraversa ogni confine e raggiunge ogni cuore disposto ad ascoltare. Chi si lascia toccare da questa bellezza non rimane alla superficie, ma si lascia condurre verso Colui che la bellezza l’ha pensata e amata per primo.
E poi giunge la voce di Gesù nel Vangelo di Luca: “Come avvenne ai giorni di Noè e di Lot, così sarà nel giorno del Figlio dell’uomo.”
È una parola che taglia il tempo e risveglia. Gli uomini di quei giorni vivevano immersi nella loro normalità, ignari che la storia stava per cambiare. Gesù non condanna il quotidiano, ma l’indifferenza che lo rende cieco. L’invito è chiaro: non lasciarti addormentare dalla routine, non vivere come se Dio fosse lontano.
La creazione canta, la Parola avverte, e l’uomo è chiamato a scegliere se rimanere sordo o lasciarsi destare.
Così le tre letture si intrecciano come un’unica melodia: la creazione che rivela Dio, il cuore che si apre alla sua voce, e la vigilanza che prepara l’incontro.
Non è paura quella che Gesù chiede, ma lucidità; non è ansia, ma disponibilità. Il Regno di Dio non arriva con clamore, ma fiorisce in chi riconosce, nelle piccole cose, i segni dell’eterno.
🌿 Commento finale
Oggi la Parola ci insegna a non separare il vedere dal credere.
Contemplare la bellezza del mondo, ascoltare il silenzio che parla di Dio, restare desti nel tempo che passa — sono gesti di fede, non di poesia.
Dio si lascia trovare da chi lo cerca con cuore limpido.
E quando il Figlio dell’uomo verrà, non troverà paura nei suoi amici, ma volti illuminati dalla speranza.
