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Arcidiocesi di Pisa – Commento al Vangelo del 12 novembre 2025

In questo brano, breve ma denso, troviamo molti dettagli che raccontano il modo con cui Dio ci incontra e si fa vicino a noi.

Troviamo un Gesù in viaggio, che si sposta per incontrare le persone attraversando i confini dei territori, nelle parti più periferiche. E nei suoi spostamenti gli vengono incontro dei lebbrosi. Costoro a causa della loro malattia contagiosa sono stati isolati al confine delle città e quindi non hanno più relazioni.

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Queste persone si fanno coraggio ed escono dal loro isolamento, infrangendo le leggi ebraiche, per andare incontro a Gesù, perché intuiscono che lui ha qualcosa da dire, che vi è una salvezza in lui. E chiedono a Gesù di guarirli, più precisamente di avere pietà di loro.

La nostra condizione è spesso simile a quella dei lebbrosi: la nostra povertà e il nostro peccato ci isolano dagli altri, incapaci di avere relazioni vere. Ma la salvezza viene incontro a noi se ci mettiamo in cerca di essa, se usciamo dalla nostra prigione e chiediamo di essere salvati.

Una volta sentiti i lebbrosi, Gesù non fa tanti discorsi, anzi ad essere precisi non fa nulla. Manda invece i lebbrosi al tempio di Gerusalemme per presentarsi ai sacerdoti, con la promessa implicita che guariranno. E loro vanno, fidandosi di lui. Partono che sono ancora lebbrosi, e durante il viaggio guariscono. Chissà che gioia devono aver provato!

Tuttavia solo uno di questi dieci lebbrosi riesce a sentire profondamente cosa è successo: la guarigione del suo corpo non lo distrae dal capire di aver incontrato una salvezza ben più grande. E quindi questa nuova consapevolezza richiede una cambio di rotta repentino: mentre gli altri vanno a Gerusalemme, da solo egli torna indietro a ringraziare, capendo di aver incontrato Dio.

Nella sua infinita saggezza il Signore esaudisce spesso le nostre richieste compiendo miracoli, ma sta a noi riconoscere che può guarire molto più della nostra lebbra. Aiutaci Signore a tornare indietro a ringraziarti!

Per Riflettere

Riusciamo a cercare Dio anche nei momenti più difficili? E a ringraziarlo quando ci accorgiamo di essere stati guariti per l’ennesima volta?

FONTE: Ascolta e Medita – Centro Pastorale per l’Evangelizzazione e la Catechesi