A volte capita che, quando facciamo notare a qualcuno che sta sbagliando, invece di accogliere la correzione con umiltร , quella persona ci risponde subito elencando i nostri difetti, come a dire: โChi sei tu per giudicarmi?โ.
Oppure capita anche il contrario: quando noi stessi facciamo qualcosa di sbagliato, invece di riconoscere lโerrore, ci giustifichiamo pensando che โlo fanno tuttiโ e cosรฌ ci sentiamo autorizzati a non porci troppe domande. Magari prendiamo una cosa che non รจ nostra e pensiamo: โtanto se non lโavessi fatto io lโavrebbe fatto qualcun altro.โ Anzi, a volte non ci accorgiamo nemmeno di fare il male, proprio perchรฉ รจ diventato un comportamento comune, abitudinario.
Ma il Vangelo ci ricorda: โร inevitabile che vengano scandali, ma guai a colui a causa del quale vengonoโ. Gesรน ci mette in guardia: non possiamo vivere con la leggerezza di chi si giustifica dietro agli errori degli altri. Lo scandalo nasce proprio cosรฌ: quando il male si diffonde e diventa โnormaleโ, e nessuno lo riconosce piรน come tale. Pensate per esempio a quante persone hanno preso la cattiva abitudine di bestemmiare, che รจ una cosa bruttissima, eppure per qualcuno รจ diventato semplicemente una abitudine e nemmeno ci pensa.
Per questo, invece di lasciarci trascinare dal pensiero che โlo fanno tuttiโ, possiamo imparare a fermarci un attimo e chiederci: โQuesta cosa che sto facendo รจ giusta o sbagliata? Fa del bene o del male? Aiuta gli altri o magari offende qualcuno?โ. Questo piccolo esercizio, da fare ogni giorno, ci aiuta a valutare meglio i nostri gesti. Cosรฌ evitiamo di giustificarci e impariamo a scegliere ciรฒ che costruisce, che porta rispetto e pace nelle relazioni. ร un suggerimento semplice, ma puรฒ cambiare il modo in cui affrontiamo tante situazioni quotidiane.
