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Arcidiocesi di Pisa – Commento al Vangelo del 9 novembre 2025

In questo brano del Vangelo assistiamo alla rabbia e alla frustrazione di Gesù nel vedere il tempio di Gerusalemme trasformato in un mercato. Questa scena rappresenta il grande fraintendimento del popolo ebraico riguardo all’alleanza con Dio.

Come Gesù ha sottolineato molte volte nella sua predicazione, il senso del nostro rapporto col Signore non si risolve con una trattativa tra lui e noi, dove cerchiamo di ottenere le condizioni più favorevoli a prezzi scontati. La relazione con Dio richiede un cambio radicale di prospettiva che metta Dio al centro e di conseguenza una rinuncia completa dei nostri interessi personali e terreni.

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La seconda parte del brano ci mette in guardia anche contro un secondo fraintendimento, più sottile, che neanche i discepoli di Gesù riescono ad evitare. Infatti, la tentazione di fronte a chi prova a mercanteggiare la relazione con Dio rischia di essere quella di voler radere al suolo tutto, condannando chi sbaglia, per poi “ricostruirlo” come vorremmo noi.

Ma questo è fraintendere l’esempio di Gesù nel Vangelo: egli infatti è venuto a offrire se stesso in dono per la salvezza di tutti. Egli stesso è il tempio che è stato distrutto e ricostruito in tre giorni.
Cerchiamo di capire qual è la strada che Dio ci indica per offrire il nostro tempio (la nostra vita, il nostro tempo) in dono agli altri.

Per Riflettere

Come è fatto il nostro tempio? Quante volte ci troviamo a mercanteggiare col Signore? E quante volte vedendo gli altri comportarsi così pensiamo solo a quanto sbagliano e non a come farci esempio per loro?

FONTE: Ascolta e Medita – Centro Pastorale per l’Evangelizzazione e la Catechesi